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received_854747974572922Damasco, 19 giu – Nel caos mediatico che avvolge la crisi siriana una notizia sembra essere passata in sordina nei media occidentali.



Un gesto epocale che segna uno spartiacque storico nel processo di dialogo interreligioso tra mondo cristiano e mondo mussulmano. Uno straordinario atto di coraggio compiuto da un paese, la Siria, che da sempre ha fatto della convivenza e dell’equilibrio sociale e religioso il suo punto di forza.

Proprio nel momento in cui il califfato e i “ribelli moderati di Obama” mostrano il loro volto più crudele, uccidendo e deportando la popolazione inerme e distruggendo il patrimonio artistico e religioso del paese, lo stato siriano inaugura la prima moschea al mondo dedicata interamente al culto della Vergine Maria, la madre di Gesù Cristo, che per i mussulmani rappresenta un profeta cardine della tradizione divina.

È stata inaugurata a Tartous uno dei principali centri del paese e importante porto commerciale alla presenza del Ministro degli Affari religiosi della Repubblica Araba di Siria, il dott. Mohammad Abd Essettar, l’Imam Ali Hasan Ramadan, membro dell’Alta commissione religiosa di stato e i più alti esponenti delle Chiese cristiane in Siria.

L’inaugurazione della moschea non ha precedenti nella storia siriana e in generale del vicino oriente ma rientra nella più tipica tradizione religiosa islamica, basti pensare che alla Vergine Maria e a Gesù sono dedicate tre sure del Corano. Durante l’inaugurazione gli esponenti cristiani hanno potuto pregare insieme ai musulmani nella nuova Moschea.

Alberto Palladino



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