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Damasco, 18 feb – Otto lunghi anni di guerra, con la popolazione della seconda città siriana costretta a vivere senza collegamenti con l’esterno. Ma il riscatto di una nazione che ha combattuto e vinto il terrorismo, dopo aver subito l’assedio di una propaganda globale affannatasi cocciutamente a distorcere la realtà dei fatti, oggi passa anche dalla riapertura di un aeroporto. Il ministro dei trasporti siriano, Ali Hammoud, ha annunciato infatti che lo scalo internazionale di Aleppo (situato nella periferia sud-orientale della città) ha ripreso le operazioni e che il primo volo da Damasco ad Aleppo decollerà domani. Nei prossimi giorni sono invece previsti i primi voli per Il Cairo.

Da Aleppo ora si vola

Intanto il direttore dell’Aviazione Civile, Bassem Mansour, ha affermato che grazie all’esercito arabo siriano che protegge i dintorni della città di Aleppo, è diventato possibile il decollo e l’atterraggio in sicurezza dell’aeroporto internazionale. Lo stesso Mansour ha fatto notare che l’aeroporto è stato preservato per tutta la durata della guerra, nonostante gli attacchi terroristici. A sua volta, il direttore dell’aeroporto Mohammad al-Masri, ha dichiarato all’agenzia siriana Sana che le squadre di manutenzione hanno completato tutte le riparazioni, quindi i servizi tecnici e di terra sono pronti.

In Siria si torna dunque a volare, anche oltre i confini di una terra martoriata. Non si tratta soltanto di un’importante novità per i viaggiatori, è anche un segnale forte da un punto di vista politico: mentre la gran parte delle nazioni continua a ignorare la Siria, sbarrando le porte alle relazioni diplomatiche, la Siria torna ad aprirsi al mondo. E quasi in contemporanea con la riapertura dell’aeroporto internazionale di Aleppo, l’esercito di Assad ha completato il processo di messa in sicurezza dell’autostrada internazionale Aleppo-Damasco, che passa attraverso le province di Hama e Idlib.

Eugenio Palazzini

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