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Atene, 13 nov – Advocates Abroad, una grande Ong operativa nel nord della Grecia che offre assistenza legale a sedicenti rifugiati, è in questi giorni al centro di una bufera mediatica in seguito alla pubblicazione di un video su Twitter. Il direttore esecutivo dell’organizzazione, Ariel Ricker, è stata infatti filmata a sua insaputa mentre spiegava dettagliatamente ai migranti come mentire alla polizia di frontiera, simulando sintomi di trauma psicologico e inventando storie di persecuzioni.



Il video è stato pubblicato dalla giornalista e documentarista canadese Lauren Southern, e sarà parte del suo nuovo documentario Borderless (Senza confini), girato con l’intento di offrire una visione libera del problema dell’immigrazione di massa in Europa. Nel video la Ricker descrive come la Ong fornisca dei «corsi» per migranti in cui viene insegnato come recitare durante i colloqui con gli agenti di frontiera: «Dico loro che si tratta solo di sapere recitare, è tutto una recita… se vogliono entrare in Europa, devono comportarsi come su un palcoscenico». Prosegue poi chiamando gli Easo (il personale deputato a interrogare i rifugiati) «fottutamente stupidi» e facilmente raggirabili, e descrive i metodi creati dall’organizzazione per «fregarli» nelle operazioni di identificazione. Uno di questi è fingere di essere cristiani e asserire di essere vittime di persecuzioni nel Paese d’origine. E, a questo proposito, i volontari insegnano ai migranti alcune preghiere. Questi ultimi vengono persino istruiti su come simulare sintomi di stress post-traumatico per rendere la commediola più realistica.

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Sul suo sito, Advocates Abroad sostiene di avere aiutato oltre 15mila migranti ad attraversare il confine greco, e più di 2.500 nel resto d’Europa. La prima domanda che viene naturale porsi è quante migliaia di queste persone recitavano una parte e quante invece erano effettivamente bisognose? Ironia della sorte, le vittime di questo meccanismo mistificatorio sono gli stessi rifugiati, quelli realmente in pericolo, che da ora in poi saranno costretti a lottare il doppio per ottenere lo status e che prima dello scandalo erano costretti a entrare in competizione con falsi aspiranti profughi.
Dopo queste rivelazioni Advocates Abroad ha pubblicato un patetico tweet nel duplice tentativo di giustificare il proprio operato e di gettare fango sulla Southern. Ma, a fronte dell’esistenza di prove così schiaccianti, e dopo essere stata letteralmente seppellita di insulti da parte degli utenti dei social, la Ong ha cancellato entrambi gli account.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

6 Commenti

  1. La maggior parte non ha bisogno di mentire le violenze psicofisiche le hanno scritte addosso.e’ il migrante economico l’accusato, e di che? Di sperare in un futuro appena un po più dignitoso?

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