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Un sommergibile olandese classe “Walrus” in emersione

Mediterraneo orientale, 14 nov – Fonti russe ed inglesi confermano che mercoledì scorso, 9 novembre, un sommergibile olandese classe “Walrus” è stato scoperto e fatto allontanare dalle unità di scorta russe del gruppo navale della portaerei “Kuznetsov” da poco giunta nel Mediterraneo orientale, al largo delle coste della Siria, per fornire un ulteriore ombrello difensivo contro ogni possibile minaccia aerea.



L’incidente, secondo quanto riporta un comunicato ufficiale del portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov, sarebbe avvenuto alle 6:50 del mattino del 9, quando due cacciatorpediniere classe Udaloj, il Severomorsk e il Vice Ammiraglio Kulakov, hanno intercettato un sommergibile olandese che stava tallonando il gruppo navale russo. “Gli equipaggi delle due unità navali antisom hanno facilmente identificato il sommergibile che si trovava a circa 20 km, usando i sistemi idroacustici standard di bordo e dati ottenuti dagli elicotteri antisom Ka-27PL (“Helix A” in codice Nato n.d.a.). Nonostante i tentativi del sommergibile di evitare la sorveglianza un contatto idroacustico stabile è stato stabilito con esso. Le navi hanno continuato a tracciare il sommergibile per più di un’ora e lo hanno costretto a lasciare l’area del gruppo navale” ha detto Konashenkov.

Al momento non c’è ancora nessuna conferma dell’incidente da parte occidentale, e le forze armate olandesi con un tweet non commentano sulle operazioni navali sottomarine. Ma nonostante questo il Ministro della Difesa olandese, Jeanine Hennis-Plasschaert, ha dichiarato che sarebbe saggio “non dare troppo peso alla retorica russa”. Quello di mercoledì scorso è solo l’ultimo di una lunga serie di “incidenti” tra le forze aeree e navali di Nato e Russia: se ne sono contati più di 60 solamente dal marzo del 2014 ad agosto del 2015. Un ritorno degli scenari della Guerra Fredda, quando le unità navali di superficie e subacquee dei due blocchi si davano reciprocamente “la caccia” osservandosi ed inseguendosi in tutti i mari del mondo, testimoniato anche dal recente ridispiegamento in Islanda dei nuovissimi pattugliatori marittimi Boeing P-8 “Poseidon”. 

Paolo Mauri



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