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Budapest, 8 set – A leggere i giornali di tutto il mondo sembrerebbe che in Europa vi sia una nazione che negli ultimi anni è diventata una spietata dittatura, in cui i giornalisti hanno paura di scrivere i loro articoli criticando il governo, in cui la propaganda governativa nasconde una situazione socio-economica gravissima ed in cui lo stato di diritto è a rischio. Parliamo dell’Ungheria, stato dell’Europa orientale governato dal 2010 da Viktor Orban del partito Fidesz.
Nei giorni scorsi il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha incontrato il primo ministro Orban a Milano in un colloquio in cui hanno parlato di immigrazione, economia ed Unione Europea. Questo incontro ha scatenato delle contromanifestazioni del mondo della sinistra, che ritengono questa apertura di Salvini verso Orban inaccettabile per l’Italia, sempre schierata nel fronte occidentale.
Questo cambio di marcia del governo italiano è ritenuto inaccettabile da chi crede che l’Ungheria sia diventata una spietata dittatura populista. Da mesi le fonti di informazione così la dipingono, ma in nessun articolo di nessuna testata si è letta l’opinione di un ungherese, di chi quotidianamente vive quella realtà e meglio di chiunque altro può testimoniarla.
Abbiamo provato a parlarne con alcuni giovani cittadini. Florci Fodor, studentessa e lavoratrice ungherese situata a Budapest, alla domanda se nella sua vita quotidiana sente di vivere in una dittatura, risponde: “Ad essere sincera no. Se devo lasciare da parte la narrazione giornalistica la mia vita non è cambiata da quando Orban è al governo. Non mi sento meno libera. Certo, il mio governo è un governo duro ma non è una dittatura. Ormai lamentarsi è diventata quasi una moda in Ungheria, e dalla vostra domanda capisco che è così in tutta Europa”. Un’altra contestazione che si fa ad Orban è di avere eliminato praticamente le opposizioni, sia sociali che politiche, per lasciarsi spianata la strada dell’autoritarismo. Ci aiuta meglio a capire questa situazione Bonifaz NAgy, studente e militante politico indipendente. Chiediamo a Bonifaz se le opposizioni in Ungheria sono state eliminate dal governo: “La questione è diversa. Non è stato Orban ad eliminarle, sono state le urne. Alle ultime elezioni Orban ha ottenuto 2/3 del parlamento, le opposizioni sono deboli perché nel paese non sono popolari. Per quanto riguarda la libertà, tutti qui possono godere dei propri diritti. La differenza è che con Orban esistono anche dei doveri, che prima nessuno voleva far rispettare. Comunque sia esistono giornali e reti di opposizione, come RTL Klubs, index, 24, hvg… Se pensate che qui in Ungheria sia come la Corea Del Nord, siete fuori strada“.
Determinante per Orban nel vincere le elezioni sono state le due questioni che hanno guidato anche la campagna elettorale italiana, ovvero immigrazione ed Ue. Orban è un fermo rappresentate della linea dura, recentemente condivisa anche dal nostro governo, sullo stop agli ingressi di immigrati irregolari nel Paese. Chiediamo a Bonifaz quanto sia stata determinante l’Ue nella vittoria di Orban: “Moltissimo. Non perché faccia della retorica sull’Ue ma perché nella questione dell’immigrazione non siamo stati aiutati dagli organi europei, e quindi abbiamo dovuto cavarcela da soli. Orban ha avuto il coraggio di farlo. Oltretutto Orban gode di grande fama perché ha attuato delle riforme economiche importanti. Prima, il premier socialista aveva fatto dei tagli importanti sulle pensioni, ora Orban ha rinserito la 13a e la 14a. La gente lo appoggia perché fa il bene della Nazione, non perché sia costretta a farlo”.
La stampa occidentale continua a confondere la durezza politica di un governo con un tentativo di annullare la democrazia e lo stato di diritto. Ma le politiche dure pagano, e le risposte di due cittadini ungheresi, che ci offrono un punto di vista genuino e direttamente dalla fonte, ce lo fanno capire. Si può anche avere i media del mondo contro, ma la linea sovranista porta a dei risultati: il sostegno dei propri cittadini.
Dario Dedi

1 commento

  1. Stato di diritto… Ma per chi?….. Per come la vedo io, gli unici ad avere dei diritti in uno stato di “diritto” (vedi Itaglia), sono farabutti, cialtroni, delinquenti e negracci musulmani infingardi, clandestini e, alla meno peggio, molesti & indesiderabili!!!…..

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