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spagna cuba debitoMadrid, 6 mag – “La Spagna ha fatto un regalo storico a Cuba”, scriveva ieri “El Mundo”. Ma, per quanto consistente, il condono degli interessi di mora sul debito, per una cifra pari a 1,492 miliardi di euro, da parte del governo spagnolo, non è certo un atto di disinteressata generosità da parte del paese iberico nei confronti dell’isola caraibica guidata attualmente da Raul Castro, fratello di Fidel.

Non a caso, a metà maggio, il ministro degli Esteri uscente, Josè Manuel Garcia-Margallo sarà nella capitale cubana per la seconda volta, precedendo di pochi giorni il segretario di Stato per il commercio Jaime Garcia-Legaz, che sarà all’Avana, per la quarta volta in un anno, il 19 ed il 20 maggio prossimi. In questa occasione, infatti, saranno le Camere di Commercio dei rispettivi paesi ad incontrarsi per la prima volta e, aggiunge “El Pais”, della delegazione spagnola farà parte anche “un nutrito gruppo di imprenditori, interessati alle opportunità di affari che si aprono a Cuba”. Nuovi hotel ed ampliamenti delle strutture esistenti, per quanto riguarda le grosse catene di albergatori, ma anche produttori di alcolici e di articoli sanitari interessati ad espandere i loro mercati, spiega il quotidiano spagnolo. Ecco, dunque, ciò che c’è dietro la firma avvenuta due giorni fa a Madrid, alla presenza del ministro dell’Economia uscente Luis de Guindos e del vicepresidente di Cuba Ricardo Cabrisas Ruiz. Una firma alla quale faceva immediatamente seguito, infatti, l’annuncio atteso di un piano di conversione del debito, che equivale ad investimenti nell’isola caraibica con la partecipazione di imprese spagnole per ben 375 milioni di euro.

Il condono, del resto, segue agli accordi raggiunti con il cosiddetto Gruppo dei Creditori di Cuba (Gac), riunitosi sul finire dello scorso anno, promettendo una cancellazione del debito per oltre 8 miliardi, “dovuti” quasi per metà alla Francia, in cambio di “progetti di sviluppo”. Anche in questo caso, ovviamente, progetti di sviluppo sta per investimenti e affari, com’è chiaro dalla dichiarazione che a suo tempo rilasciò il ministro delle Finanze francese Michel Sapin: “l’accordo apre la strada a una nuova era nelle relazioni tra Cuba e la comunità finanziaria internazionale. Cuba e la comunità finanziaria internazionale. Pace (quasi) fatta con gli Stati Uniti, con il sottosegretario di Stato americano John Kerry che assiste all’Avana alla cerimonia dell’alzabandiera in occasione della riapertura dell’ambasciata statunitense e Obama che invita il Congresso a dire stop all’embargo, Cuba è finalmente riammessa nel club. Era successo anche con la Germania. Nel 1953, in segno di benvenuto, dopo anni in cui era stata troppo “cattiva”, ben ventuno paesi dimezzarono il debito tedesco, riservandosi di esigere l’altra metà al momento dell’unificazione, per poi cancellarlo definitivamente a riunificazione avvenuta, circa quarant’ani dopo. Ma non è soltanto una questione occidentale. Già nel luglio del 2014, Putin aveva condonato ben il 90% dei 26 miliardi di euro che Cuba aveva contratto con l’Unione Sovietica. Anche in questo caso, la cifra rimborsata era stata destinata ad investimenti nell’economia cubana. Intanto, la nave della Marina spagnola Juan Sebastian Elcano atraccherà a Cuba il prossimo 10 maggio. Bentornati a Cuba, il liberismo non porta rancore.

Emmanuel Raffaele

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1 commento

  1. Ma quale «Bentornati a Cuba, il liberismo non porta rancore», Emmanuel? È chiaro che, in un mondo in cui l’impero americano sta andando in disfacimento, le varie medie potenze nazionali si riaggancino ai propri vecchi territori. Liberismo, comunismo o fascismo, io avrei fatto lo stesso, sempre che validiamo ancora il concetto di progresso. Infatti, sia la Russia sovietica sia la Spagna franchista elargirono fondi ed ebbero rapporti diplomatici con Cuba, non solo per questione d’interessi.

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