Madrid, 11 nov – La Spagna è ancora una volta senza maggioranza. I risultati definitivi delle elezioni generali confermano lo stallo: i socialisti, primi con il 28% e 120 seggi, 3 in meno degli attuali (28,7% nel voto di aprile) restano ben lontani dai 176 richiesti per la maggioranza. Ma i grandi vincitori della tornata (la quarta in quattro anni) sono i sovranisti di Vox che ottengono il 15,1% dei voti e conquistano ben 53 seggi, oltre il doppio dei 24 attuali (aveva il 10,3%), piazzandosi come terzo partito. Guadagnano seggi anche i popolari che con il 20,8% delle preferenze arrivano a 87, nell’aprile scorso ne avevano ottenuti 66 (16,7%). Male invece le formazioni Podemos, che con il 12,8% perde 8 seggi passando dagli attuali 43 a 35, e Ciudadanos, che crolla da 57 a 10 seggi (dal 15,9% al 6,79%). La new entry di sinistra (nata dall’ennesima scissione) Mas Pais resiste e ottiene 3 deputati. Erc (Sinistra repubblica di Catalogna) ottiene invece 13 seggi con il 3,60% dei voti.

“L’impresa più veloce della democrazia spagnola”

Undici mesi fa, come ha sottolineato il leader Santiago Abascal, Vox non aveva rappresentanti se non qualche consigliere in paesini sperduti. Ora, con quella che lo stesso Abascal ha definito l'”impresa più veloce della democrazia spagnola” è rappresentato a Bruxelles, ha ben 53 deputati al congresso di Madrid ed è componente essenziale in alcuni enti locali, compreso il Comune della capitale, dove il sindaco José Luis Martínez-Almeida ha il sostegno determinante di Vox, e la Regione dell’Andalusia, dove i sovranisti danno l’appoggio esterno.

Sanchez: “Faccio appello a tutti tranne a chi predica l’odio”

Il premier socialista uscente Pedro Sanchez rivendica comunque la vittoria e si è appellato agli altri partiti: “Il Psoe ha vinto le elezioni. Il nostro progetto è formare un governo progressista stabile, faccio appello a tutte le forze politiche escluse quelle che predicano l’odio“. Un chiaro riferimento a Vox secondo la consueta narrazione della sinistra. In ogni caso, appelli a parte, le formazioni di sinistra insieme totalizzerebbero 158 seggi, molto lontano dalla maggioranza assoluta di 176 deputati, pur posizionandosi sopra il blocco di destra, che avrebbe 152 seggi.

Popolari ago della bilancia?

Oggi il Pp ha ottenuto un buon risultato elettorale, ma il paese non ha ottenuto un buon risultato”, ha detto il leader del Partido Popular Pablo Casado. E forte della ripresa lancia la sua sfida a Sanchez che, dice “ha perso il suo referendum“. “La palla è adesso nella sua metà del campo”, incalza Casado, “Deve decidere cosa vuole fare. Perché la Spagna “non può più aspettare”. Il Pp intanto, afferma, “intende esercitare la sua responsabilità”. Tuttavia, tra gli scenari più plausibili si profila quello di un governo di minoranza di sinistra con l’astensione dei popolari. Bisogna vedere però cosa ha da offrirgli Sanchez.

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. españa una, españa grande , españa libre

    ¡No pasarán!, decían los marxistas.

    Ya hemos pasao!
    Ya hemos pasao!
    Ya hemos pasao!

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