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Roma, 3 lug – In Spagna si è venuta a creare una situazione paradossale, l’ennesimo cortocircuito nelle tortuose strade dell’antifascismo, strade che, rese buie dall’odio e dal risentimento, sono destinate a terminare in vicoli ciechi. Si tratta di una feroce polemica tra il governo socialista spagnolo di Pedro Sanchez e il Vaticano, scoppiata per via dell’annunciato spostamento delle spoglie dell’ex Capo dello Stato Francisco Franco dal Valle de los Caidos ad altro luogo (si è parlato della cattedrale dell’Almudena, nel centro di Madrid). La motivazione principale dell’esecutivo di sinistra è quella di far cessare i “pellegrinaggi” e le commemorazioni in onore di Franco, cui ogni anno rendono omaggio tantissimi ammiratori, tra coloro che vissero la sua epoca, ma anche tra i più giovani.

Qualcosa di imbarazzante e insopportabile per la izquierda, rancorosa e fanatica nel Paese iberico come e più che altrove. Il Generalísimo va dunque riesumato per sottrarlo alla scomoda memoria della nazione e condannarlo all’oblio. Un processo già iniziato negli anni addietro con la rimozione di statue, targhe e quant’altro ricordasse l’uomo che, dopo aver sconfitto il fronte rosso nella guerra civile, rimase al potere dal 1939 al 1975, anno della sua morte. Ad accendere la miccia ci ha pensato il nunzio apostolico Renzo Fratini, che ieri si è ritirato dall’incarico per raggiunti limiti di età, con un’intervista a Europa Press in cui ha detto: “Sinceramente, ci sono tanti problemi nel mondo e in Spagna. Perché resuscitarlo? Io dico che l’hanno resuscitato. Lasciarlo in pace era meglio, la maggior parte della gente, dei politici, la pensa così, sono ormai passati 40 anni dalla morte, ha fatto ciò che ha fatto, lo giudicherà Dio. Non aiuta a vivere meglio ricordare ciò che ha provocato una guerra civile”.

Visite alla tomba aumentate

Eh sì, il rappresentante vaticano qualche ragione ce l’ha, anche nel far sommessamente presente agli zelanti antifranchisti che da quando è stato dato l’annuncio della riesumazione le visite alla tomba di Franco sono aumentate. Un bel autogol. Fratini ha spiegato di aver tentato una mediazione in quanto i resti si trovano nel Valle de los Caidos, dove vivono alcuni monaci benedettini. Per il nunzio, dietro la decisione risiedono “motivi soprattutto politici” e “ideologici” di chi vuole “tornare a dividere la Spagna”. Anche in questo caso difficile dargli torto. Il governo Sanchez, però, l’ha presa malissimo e per voce della vicepresidente, Carmen Calvo, ha annunciato ripercussioni molto pesanti dopo le dichiarazioni “inaccettabili” di Fratini che costituiscono “nella forma e nella sostanza” una “ingerenza” negli affari interni spagnoli su un tema “tanto importante come l’esumazione dei resti di un dittatore”.

Rancori e furia iconoclasta

La prima vendetta sarà la revisione delle condizioni fiscali di favore di cui gode la Chiesa cattolica in Spagna: “La Chiesa – ha detto la Calvo – deve pagare le tasse come accade in Francia o in Italia, si tratta di giustizia sociale. Loro lo sanno, per questo – ha aggiunto – mi risultano ancor più incomprensibili le dichiarazioni del Nunzio, ambasciatore apostolico”. E’ curioso come da quelle parti, come in Italia, le “ingerenze” siano considerate tali solo quando politicamente sgradite, mentre quando Papa Francesco e i suoi sono in prima linea nel promuovere e sostenere l’immigrazione incontrollata di massa fino a fare “campagna elettorale”, tanto per fare un esempio, si tratta di preziosi alleati e voci dall’alto profilo morale da ascoltare.

Comunque sia, le parole del nunzio apostolico hanno fatto male al governo socialista perché hanno messo in luce una verità che la furia iconoclasta dell’antifascismo aveva maldestramente tentato di occultare: “Alcuni chiamano Franco dittatore, alcuni dicono che ha liberato la Spagna dalla guerra civile, che ha risolto un problema. Non continuiamo a discutere se avesse torto o ragione”. Certo, le simpatie del clero spagnolo nei confronti del Caudillo erano, e in una certa misura sono ancora, dovute anche al fatto che i rossi, prima e durante la guerra civile, si resero protagonisti di un vero e proprio scempio, uccidendo, torturando e massacrando migliaia di sacerdoti e fedeli, distruggendo più del 70% delle chiese. Normale un po’ di gratitudine nei confronti di chi pose fine alla barbarie, almeno lì, almeno per una ragione.

Fabio Pasini

3 Commenti

  1. l’intolleranza della sinistra, a livelli parossistici in Spagna, arriva a censurare parole equilibrate che non contengono alcuna celebrazione di Franco. Ormai si pretende che ci si uniformi al pensiero unico non consentendo neppure il benché minimo distinguo e meno che mai parole di con concodia nazionale

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