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Roma, 3 nov – Concepita per ridurre l’utilizzo di plastiche, in particolar modo quelle monouso, la plastic tax colpirà quasi indiscriminatamente beni che utilizziamo ogni giorno: bottiglie per l’acqua, buste per l’insalata, tetrapak per il latte, vaschette per gli alimenti, passando per i contenitori dei detersivi. Una forma di tassazione che sta spaccando la sinistra e mettendo in allarme l’Emilia Romagna, la regione che ha più aziende del comparto produttivo di imballaggi in Italia (228 con quasi 17 mila occupati) e vanta addirittura una packaging valley tra Bologna, Modena e Reggio (ma aziende di rilievo sono anche nel Riminese, nel Ferrarese e a Parma). Il governatore dem Bonaccini ha già avvertito Zingaretti: in vista delle Regionali di gennaio, la plastic tax è un suicidio. Una tesi, questa, sostenuta anche da Matteo Renzi.

E’ toccato quindi a Luigi Di Maio difendere la proposta, che stamattina ha affidato il proprio pensiero ad un post su Facebook: “Vedo che è nato un dibattito surreale sulla plastic tax, quindi vorrei mettere le cose in chiaro. Qui abbiamo sentito e visto partiti politici che per anni ci hanno detto: rispettiamo l’ambiente, amiamolo, pensiamo al futuro. E nel frattempo però, mentre si riempivano la bocca di queste belle parole, trivellavano i mari, inauguravano nuovi inceneritori, rievocavano il nucleare”, accusa il ministro degli Esteri. Che prosegue puntando il dito contro l’operato della Lega: “Per questi signori qui l’ambiente è un pozzo per fare soldi e basta, alcune inchieste della magistratura lo hanno dimostrato. A parole sono tutti degli statisti, nei programmi elettorali c’è sempre la riforma del secolo che salva il pianeta, poi quando si tratta di venire ai fatti, di trovare il coraggio di cambiare rotta e intervenire per dare una nuova visione al Paese, si girano dall’altra parte”.

C’è spazio anche per stigmatizzare anche l’atteggiamento della sinistra, che non si trova compatta a favore della proposta: “Anche la sinistra, di parole ne ha dette e ridette… Bene, oggi per la prima volta c’e un governo che ci mette la faccia. Che ai cittadini ha promesso un Green New Deal, un grande piano per l’ambiente: vero, concreto, davvero per il futuro dei nostri figli e delle nostre imprese, per renderle più competitive sui mercati internazionali. La plastic tax, come la chiamano, serve a questo. Serve a dare una scossa, serve a invertire la rotta. Non promuovi l’ambiente parlando, lo promuovi facendo delle scelte”. Dichiarazioni che hanno più il sapore di un’arrampicata libera sui vetri nel tentativo di giustificare l’ennesimo odioso balzello che andrà a scandagliare le tasche degli italiani alla ricerca degli ultimi centesimi, per la precisione, secondo Federconsumatori, di almeno 138 euro. Conto che sale a 165 euro, spiega invece il Codacons, se alla plastic tax si aggiunge il taglio degli incentivi al gasolio per i mezzi più inquinanti. L’Italia – e con lei l’Europa, che complessivamente inquina meno dello 0,30% su scala globale – è già più che virtuosa in tema di smaltimento delle materie plastiche.

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Caro Di Maio,
    se tu tassi il monouso senza fornire un’alternativa,
    stai mettendo una tassa e basta,
    non stai proteggendo l’ambiente

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