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Roma, 2 giu — In Spagna i cittadini sono talmente assuefatti alle misure anti Covid e convinti della loro necessità da dichiarare, nel 71% dei casi, di non voler più togliere la mascherina. Anche quando questa non sarà più obbligatoria. E’ l’inquietante dato emerso da uno studio dal titolo Un anno di Covid: abitudini sull’uso della mascherina, reso noto dalla cooperativa farmaceutica iberica Cofares.



In Spagna sei cittadini su dieci porteranno la mascherina in ospedale e sui mezzi pubblici sempre 

In particolare, specifica ulteriormente la ricerca, il 62,3% degli intervistati in Spagna indica che ricorrerà all’uso della mascherina «in modo tempestivo e in situazioni in cui le possibilità di contagio possono essere maggiori, come i trasporti pubblici e gli ospedali o durante la stagione dell’influenza e delle allergie».

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Non solo in Spagna la popolazione sente il bisogno di indossare la mascherina anche quando non sarà più obbligatorio farlo, ma opta per l’utilizzo di dispositivi a protezione totale. Alla domanda sul tipo di maschera che preferiscono utilizzare, infatti, gli intervistati preferiscono i dispositivi FFP2 e le maschere chirurgiche rispetto agli equivalenti in tessuto. Il 41,5% degli spagnoli opta infatti per le FFP2, mentre il 37% è orientato verso le chirurgiche. All’ultimo posto rimangono le mascherine in tessuto (21,5%) perchè, spiegano gli intervistati, oltre a non essere articoli sanitari, non hanno le necessarie garanzie di protezione contro il coronavirus.

Giovani, spaventati e ligi al dovere

Incredibilmente, sono i giovani a sentire l’esigenza di coprirsi il volto con dispositivi di protezione individuale. «Sono le generazioni più giovani che si sono adattate di più all’uso della mascherina: il 74,2% dei 18-25 anni e il 67,3% dei 26-35 anni» contro «il 60,5% dei 36-55 anni e il 65% degli over 65». Questo è il secondo studio condotto da Cofares, sulla propensione del popolo spagnolo all’utilizzo dei dpi. Dal primo, risalente all’ottobre 2020, era già emerso che il 67% degli spagnoli si era adattato senza problemi all’uso della mascherina dopo lo scoppio della pandemia.

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. E ci credo si sentono talmente brutti… grazie anche agli influencer pessimi, indegni ed infami informatori!
    W i veri, liberi, etici, tecnico-scientifici, informatori. (Li hanno “massacrati” causa involuzione manifesta).

  2. scompensi psicologici,immagino…
    che torneranno a posto in breve tempo.
    ma a parte tutto,
    potrebbe essere una buona idea prendere l’abitudine (come si fa da decenni in giappone)
    di usare la mascherina quando si gira in pubblico da raffreddati.

    per se stessi non serve a niente,ma diminuendo grandemente il droplet
    in caso di starnuti e colpi di tosse,dovrebbe diminuire parecchio il contagio tra la popolazione,durante le cicliche epidemie di influenza comune.

  3. Che tristezza, una volta quelle iberiche erano popolazioni fiere e dure, oggi sono le più pavide e conformiste del mondo, le più asservite al globalismo tecnosanitario criminale. Seguono a ruota gli itaglioti. Una prece.

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