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Roma, 30 mag – “Capisco la rabbia, ma la situazione è incredibilmente pericolosa. Tutto questo non riguarda la morte di George Floyd, né le diseguaglianze, che sono reali. Questo è il caos. Ci sono persone là fuori che vogliono solo creare conflitti”. Così il governatore del Minnesota, Tim Waltz, ha fotografato le rivolte che stanno andando in scena a Minneapolis. Waltz è tutto tranne che uno sceriffo, è un pacato politico di lungo corso del Partito Democratico. Eletto deputato alla Camera dei Rappresentanti nel 2006, dal gennaio 2019 è governatore del Minnesota e ha sempre portato avanti posizioni fortemente progressiste che hanno ricevuto l’appoggio di organizzazioni come Planned Parenthood (associazione che si batte da anni a favore di una legislazione abortista) e Human Rights Campaign (la più grande associazione Lgbt degli Stati Uniti). Waltz non è insomma tacciabile di tendenze securitarie, eppure di fronte alla devastazione ha evidenziato stringatamente le contraddizioni che emergono dalle arterie americane.

L’American dream era già morto

Parole rassicuranti, che gettano acqua dolce su fuochi mai spenti. Un ricorso all’equilibrio che sa forse di paludato equilibrismo, eppure fuori di allitterazione è apprezzabile perché difficilmente rinvenibile in una società crivellata da proiettili rabbiosi sparati da e verso tutti i punti cardinali. E’ il nonsense degli States, a volte ignorato da struzzi all’occorrenza, ma ormai descritto fino alla nausea. Siamo insomma di fronte all’ennesimo deja vu di una cloaca narrata a lungo come pronta a esplodere. L’American dream è in realtà già affogato da decenni, come nella catastrofe post apocalittica di McCarthy. Si ciba però delle sue macerie e sopravvive. Non importa quali siano queste macerie, vanno comunque bene per un fast food, rappresentazione plastica e lapidaria del vuoto di radici. Il fanatismo bianco millenarista, la criminalità nera da strada, la cultura del piagnisteo democratico, l’ottusa prepotenza repubblicana. Nessuno ha ragione, nessuno è innocente. E anche questo si sapeva già, non serviva un Minnesota’s burning per comprenderlo.

Il ghetto del multirazzismo 

Si potrebbe reperire l’origine di questo magma indomabile nei topi di Steinbeck, nella ricerca di guai di Mark Twain, nella polvere di Fante, nella generation di Kerouac. Oppure no. Perché conta poco l’interpretazione letteraria del battesimo di fuoco, a contare è solo la spietata realtà di un perpetuo Far West. E questa ci dice, senza girarci troppo intorno, che negli Stati Uniti non si intravedono possibilità di integrazione e orizzonti di convivenza pacifica. Il multiculturalismo americano è in realtà uno spietato multirazzismo dove domina il richiamo del sangue e dove si torna sempre al sangue. Back to blood, per dirla con Tom Wolf. E’ qui che l’appartenenza all’etnia si è sempre fatta ghetto, dove il miraggio di una simpatica Babilonia oscilla tra l’anelito di dorate supremazie e cavernicoli slum in cui sfogare la rabbia del presente.

Non c’è spazio per alcun sogno, ci si insozza della propria merda e si abbandona la speranza. Un girone dantesco che non prevede purgatori, si passa dall’inferno al paradiso consapevoli che li divide una sottile linea rosso sangue: nel ghetto tutto fa schifo ma è l’unico spazio dove si può contare qualcosa. Ne emerge un’unica certezza: di fronte a questa varietà umana, spesso avvilente, si distinguono per arrendevolezza i bianchi angloamericani, in preda al tramonto psicofisico (e metafisico) che campa di una rendita ormai lacera. Loro non riescono a rifugiarsi neppure nel ghetto. Senza più sangue, restano le menti sospese di Elvis, the Pelvis. In the Minneapolis.

Eugenio Palazzini

 

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21 Commenti

  1. Leggo su l agenzia Sputnik, piuttosto obiettiva a mio avviso, che la persona uccisa è stata bloccata con un ginocchio sul collo per nove minuti, attorno c erano tre poliziotti, questi continuava a lamentarsi che soffocava. La vittima era colpevole di un reato per il quale in Italia qualche giudice manderebbe in vacanza il reo…
    Le immagini che purtroppo si vedono comprovano che la società americana crea sogni per pochi, in particolare gli afroamericani e le altre minoranze etniche: uno diventa miliardario gli sono semi schiavi oppure delinquono.
    Una situazione che tanti hanno interesse a radicare anche nella nostra Nazione.

  2. L’assassinio del giovane afroamericano mi ha fatto male.Mi rifiuto di vedere le immagini mandate in onda dalla TV perché inguardabili nella loro violenza.Un principio Cristiano,il rispetto per la vita e per i poveri sovrasta ogni altro.Mi indigno,ma una cosa vorrei dirla: questi gendarmi del mondo,questi aggressori,questi yankee che sono una minaccia per la pace mondiale,sono gli stessi che,assieme agli inglesi, nell’estate del 1943 hanno bombardato a bassa quota la mia terra per terrorizzare le popolazioni civili,facendo migliaia di morti.Molti di meno di quelli che fecero a Napoli,Roma,Milano con inaudita indifferenza. Quando tutto finì, furono pure insigniti dai padri della neonata Repubblica e chiamati liberatori.In Italia abbiamo le basi americane con soldati, bombe e missili e siamo una loro colonia. Alla destra immemore,che si sente legata agli USA,alla Nato,a Trump e alla cosiddetta sinistra atlantica tutto questo sta bene. E non muovono un dito,non dicono nulla che non sia politicamente corretto e studiato.L’America non si smentisce mai,ricordiamocelo.

    Mico G. dalla terra di ‘nduja

  3. Era una intolleranza che aspettava di venir fuori… Ecco quanto sono armoniche e pacifiche le società multietniche. Società brillanti di cui la ns classe dirigente ne vorrebbe importare il modello.
    Nella luminosa società multietnica contano solo le minoranze, non importa l’appartenenza di quest’ultime, ma l’importante che non si tratti di bianchi, magari etero e/o sposati.A proposito di bianchi, il loro orgoglio etnico è odioso razzismo. Gli altri possono permetterselo. I caucasici no.

  4. Riguardo l’assassinio del povero afroamericano, l’agente dovrebbe essere accusato non solo di omicidio, ma anche di tortura… visto che nemmeno le bestie si trattano così.

    • Sei sicuro, hai le prove? O i processi si fanno ora sui giornali o sul web? Le prove, l’autopsia, indica che non è morto soffocato. È morto d’infarto, presumibilmente causa uso di sostanze. Il poliziotto è sposato con una asiatica, quindi non è un suprematista bianco e non è razzista. 2 dei 4 poliziotti presenti erano asiatici. Il poliziotto e la vittima di conoscevano molto bene avendo lavorato insieme come sicurezza e buttafuori nello stesso locale di Minneapolis. Quindi? I poliziotti americani sono tosti è vero, e tutti lo sanno e tutti sanno che ci si comporta in un solo modo, con loro. Fine.

  5. L’autopsia ha certificato che il reo non è morto causa la pressione de ginocchio. Il poliziotto non è un suprematista bianco perché è sposato con una cinese. Il poliziotto ed il reo si conoscevano bene perché avevano lavorato entrambi come sicurezza/ buttafuori nello stesso club di Minneapolis. Il caso è stato montato ad arte. Chi ne paga le conseguenze saranno i solito meno fortunati vittime delle violenze dei neri, blac Bloc, antifa, black lives matters. Patetico no? L’american dream funziona benissimo, milioni di asiatici e latino americani ne sono la prova, semplicemente per questo tipo di persone che protestano non funzionerebbe niente di niente, essendo rifiuti della società, vittime di professione, criminali incalliti, razzisti, decerebrati di sinistra

  6. Ma che minchiate scrivi? Gli americani ci hanno salvato sia dai rimasugli fascisti, dai nazisti e dai comunisti. Quasi dispiace pensare che abbiano salvato quelli come te. Certo di cazzate la gente ignorante e senza cultura ne dice..

  7. Scusate ma chi ha scritto questo articolo così miope e contorto è mai stato negli Stati Uniti e conosce qualche americano o parla per sentito dire e per partito preso. Sembra pari pari uno stupido commento da comunisti della CNN. Superficiale, pieno di ovvietà, propagandistico. Dal Primato Nazionale pretendo di più, sto guano si può leggere su il Fatto o Repubblica

    • Signor Luca Bartolozzi, personalmente, sono d’accordo con voi anche se solo in parte. Mi spiegherò brevemente:

      PREMESSA: io credo che si tratti di uno strano caso che andrebbe analizzato e valutato di per sé, senza attribuirgli connotazioni di tipo razziologico, ideologico e sociale. Detto questo:

      1) non capisco come si faccia, un po’ tutti quanti, a cascare nel tranello dell’omicidio motivato da odio razziale, cosa che, molto probabilmente, rientra nei desideri dei fomentatori del caos, gente che in nome di idee perverse e malefiche, sta cercando di imporre un nuovo ordine mondiale… “con qualsiasi mezzo necessario”;

      2) Bartolozzi, avete assolutamente ragione a dubitare dell’accusa di odio di stampo razziale nei confronti dell’agente Derek Chauvin (che io, certamente, non sto qui a difendere) ed è verissimo – per chi abbia davvero visto i video presenti su Internet – che solo due dei quattro agenti siano bianchi: lo stesso Chauvin (di chiare origini francesi, quindi, non-WASP) e Thomas Lane; circa gli altri due: J. Alexander Kueng Wiki non lo si può, strettamente definire un bianco (almeno, a me sembra un meticcio o al limite, un tipo con ascendenze semite) mentre l’altro suo collega, Tou Thao è laotiano. Per di più, la sorella dell’agente Thao è la ormai quasi ex-moglie, dell’agente Chauvin, Kellie, già madre di due figli da un suo ex-marito, anch’egli orientale. Ancora: il comandante del distretto di appartenenza dei quattro agenti (attualmente licenziati), Medaria Arradondo, è di evidentissime origini africane: dove starebbe il “suprematismo bianco” di questi poliziotti americani?

      3) Riguardo l’autopsia, a me sembra che sostenga il vero, nel senso che, a una seppur sommaria analisi delle immagini, il ginocchio dell’agente Chauvin non premeva esattamente sulla gola di Floyd (che poteva muovere la testa) ma sul muscolo alto-trapezio dx, probabilmente, come da protocollo in caso di arresto di soggetto particolarmente refrattario e/o turbolento (ma ovviamente, di questo non posso essere sicuro). Quindi, l’accusa di omicidio colposo, al momento, appare corretta.

      4) Attenzione alla logica A.C.A.B. che imperversa in alcuni settori ideologizzati (anche di pseudo-destra e/o nazional-rivoluzionari di stampo più sinistrorso)! Badate che anche in Europa siamo, ormai, a rischio rivolte di stampo razziale (vedi ciò che è accaduto in Francia proprio ieri) a causa del sempre più massiccio e incontrollato afflusso di stranieri e il fatto di criminalizzare le forze di polizia, generalizzando e attribuendogli motivazioni di odio razziale ogni qualvolta venga fermato un africano o un asiatico, per di più, per giusti motivi, potrebbe scatenare l’inferno. Non è così che si risolvono i problemi.

      5) Di sicuro, non concordo con voi circa tutto ciò che sostenete in difesa del cosiddetto “american dream” e la “liberazione” dal Fascismo e dal Nazionalsocialismo.

      Un cordiale saluto

      A.

  8. Di solito per me polemizzare con gli articolisti del Primato nazionale é come sparare sulla croce rossa… Invece questa volta devo ricredermi. Concordo in tutto e per tutto con l’autore Eugenio Palazzini. Siamo al crepuscolo di quella grossa menzogna storica che sono gli Stati Uniti. Speriamo che dalle sue ceneri rinasca qualcosa di migliore. Dopo Corea, Vietnam e mille atrocità in giro per il mondo, direi che non dovrebbe essere difficile.

  9. L’idiota che ha scritto quest oarticolo è peggio di una scimmia. IL multicutlrualiasmo va benissimo, basta pagare tutti all ostesso modo. Ovvio che no nsembri cosi’ ovvia coem cosa a chi prende voti dai seguaci di personaggini come gli Spada di Ostia

  10. 4 commenti negativi tutti fatti da un solo Luca Bartolozzi per fare opinione. Tipico sistema da populista che si basa su informazioni del tipo Salvini ha detto o Trump ha detto. Accusando gente che ha subito…. Le Usa da anni sono diventati aggeessori, che fanno guerre in tutte le parti del mondo in nome del potere e del petrolio…. E li chiamano motivi umanitari…. Proprio loro che di egoismo e affamati di potere sono una potenza mondiale

  11. La CNN non è comunista, rappresenta la voce dei liberal, democrat, lgbtxy.
    I poliziotti americani sono sempre tosti nei film e in quattro contro uno, l’autopsia puo’ suscitare qualche dubbio … comunque se qualcuno vuole provare a tenersi sul collo 80 kg per una decina di minuti, si accomodi.
    Andiamo a rileggere cosa dice il giudice Borsellino dell’arrivo dei salvatori che a proposito dopo qualche anno dalla fine della guerra sono ancora qui con basi militari e bombe atomiche.

  12. i soliti sporcaccioni neri la rovina del mondo poi uno dice la razza e’ tutta uguale . no esiste razza bastarda e razza umana .

  13. ma scusate ma come li tieni a bada quei bestioni neri piu’ grandi figli di mignotte al mondo. per forza deve torcergli il collo la polizia.

  14. ero bambino ricordo mezzo secolo fa’ gli aiuti che mandavamo a questi sporcaccioni africani e loro ci si tagliavano a meta’ coi machete e si comperavano armi.sono popoli senza speranza sono dei grandissimi figli di mignotta.

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