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Londra, 2 feb – Il consiglio municipale dell’Exeter ha dichiarato “intoccabile” la statua di un eroe di guerra britannico, vincitore della Victoria Cross, dopo che novemila persone hanno firmato una petizione per salvarla dall’iconoclastia Black Lives Matter.

Buller “vittima” di Black Lives Matter

La statua “incriminata” è quella del generale Sir Redvers Buller che staziona fuori dall’Exeter College da più di 100 anni. Il futuro del monumento è stato considerato a rischio dopo che il consiglio comunale aveva annunciato una revisione del suo stato in risposta alle proteste degli attivisti Black Lives Matters. L’autorità, di fatti, avevano avviato il processo per spostare la statua dell’eroe di guerra britannico in quanto era ritenuta “inappropriata” posizionata così vicina ad un “luogo di apprendimento”.

Petizione firmata da 9000 persone

Ma migliaia di persone, evidentemente stufe della cancel culture, hanno protestato contro la mossa, firmando una petizione: “Non possiamo restare a guardare e lasciare che persone storicamente analfabete cancellino la nostra storia”. Anche uno dei membri della famiglia del generale Buller è balzato in sua difesa, descrivendolo come un “uomo compassionevole, comprensivo e liberale”. Dopo questa presa di posizione dei cittadini, Segretario comunale Robert Jenrick ha confermato di aver abbandonato i piani per far spostare la statua. Di conseguenza, la il monumento rimarrà dov’era dal 1905.

La storia del generale Buller in Sud Africa

La statua in bronzo  raffigura il generale a cavallo del suo cavallo preferito, Biffen. Le parole: “Ha salvato Natal” incise sul piedistallo sono un riferimento alle azioni del generale Buller in Sud Africa. Il generale, nato nel 1839 vicino a Crediton, nel Devon, vinse la Victoria Cross durante la seconda guerra Zulu, salvando un certo numero di compagni mentre era sotto il fuoco nemico. In seguito fu nominato capo delle forze britanniche inviate in Sud Africa durante la Seconda guerra boera, comandando durante la cosiddetta “Black week”, in cui gli inglesi vennero sconfitti tre volte dai boeri con perdite per 3.000 uomini uccisi, feriti e catturati. Al suo ritorno dal Sud Africa, l’esercito britannico ne chiese le dimissioni: Buller viene considerato un capro espiatorio che ha pagato per i fallimenti del comando inglese.

Lo storico: “Sessista? Lo erano tutti nel 1900!”

Una testata locale sosteneva che l’uomo ritratto dalla statua fosse coinvolto nell’introduzione dei campi di concentramento nel corso della guerra boera, ma gli storici hanno contestato l’accuratezza di queste affermazioni. Lo storico Andrew Roberts ha pensa che la rabbia a contro il generale Buller sia stata mal indirizzata: “Penso che sia importante sottolineare che il generale ha combattuto contro un regime razzista in Sud Africa. Inoltre, se la sua colpa era quella di essere “sessista”, va detto che nell’anno 1900 ogni uomo lo era”. “Ci sono ragioni per cui non avrebbero dovuto erigere una statua a lui: era un cattivo generale, ad esempio” rimarca lo studioso “ma queste del movimento Black Lives Matter sono davvero pessime ragioni“.

Ilaria Paoletti

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