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Storico incontro a Cuba tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill

by Francesco Pezzuto
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bergoglioRoma, 11 feb – Domani L’Avana sarà sede dello storico incontro tra papa Francesco e il Patriarca Kirill. Il colloquio personale, annunciato da una nota congiunta della Santa sede e del Patriarcato di Mosca, avverrà presso l’aeroporto internazionale della capitale cubana. La sede è stata scelta congiuntamente: Kirill è in viaggio apostolico a Cuba, Bergoglio vi farà scalo prima di raggiungere il Messico. Secondo indiscrezioni, però, sarebbe stata Mosca a pressare per una sede extracontinentale, ponendo il veto su un eventuale incontro in Europa. Al termine del dialogo privato, i Primati della Chiesa cattolica e della Chiesa ortodossa russa rilasceranno una dichiarazione congiunta, firmata alla presenza del leader cubano Raul Castro.

Quello di domani sarà il primo incontro tra le più alte cariche delle due confessioni cristiane. Un evento al quale si lavora da anni, accelerato dalla crescente necessità di porre un argine alle persecuzioni dei fedeli cattolici e ortodossi. L’avanzata dei gruppi estremisti islamici, il conflitto siriano e le stragi perpetrate dall’Africa al Medio Oriente, fino al sud est asiatico, preoccupano da tempo tanto Roma quanto Mosca. In questo contesto, quello tra Bergoglio e Kirill, appare un incontro volto ai contenuti politici più che religiosi. Ripercorrendo a ritroso i contatti tra le due chiese, dopo il secondo conflitto mondiale, troviamo testimonianza di rari episodi di dialogo. Il primo avvicinamento si ebbe sotto il pontificato di Giovanni XXIII, il quale invitò delegati della Chiesa ortodossa russa a partecipare al concilio Vaticano II. Seguirono anni di stasi, fino al crollo del muro di Berlino. Il cambiamento dello scenario geopolitico portò Roma a intensificare i rapporti con i Paesi dell’est Europa, ma alle aperture del Cremlino nei confronti di Giovanni Paolo II, prima con Gorbaciov e poi con Eltsin, fece da contraltare il silenzio del Sinodo ortodosso russo.

Putin_e_KirillL’elezione di Kirill (Vladimir Michajlovic Gundjaev), sancita con l’intronizzazione avvenuta il primo febbraio 2009, ha favorito l’apertura al dialogo della Chiesa di Mosca, la più importante e numerosa del mondo ortodosso, con oltre 150 milioni di fedeli. Figura carismatica e molto amata, ordinato monaco a 22 anni, vescovo e rettore dell’Accademia teologica a 29 e metropolita a soli 44 anni. Tra le sue cariche annovera, inoltre, quella di membro della Commissione del Santo Sinodo per la questione dell’unità dei cristiani: un ruolo che lo indurrà a profonda conoscenza e particolare attenzione riguardo alle persecuzioni e al sostegno delle comunità cristiane nel mondo. Kirill è, inoltre, un abile oratore e comunicatore, ospite ogni settimana della televisione di stato per illustrare la posizione della Chiesa di fronte ai problemi della società. Del resto il Patriarca ha sempre rivendicato la validità del modello bizantino dei rapporti tra Imperium e Sacerdotium, una combinazione armonica delle rispettive sfere di azione tra Stato e Chiesa che ha incontrato i favori del presidente Putin. Una sinergia volta al rafforzamento dell’influenza civile e religiosa della Russia su scala mondiale. Una “sinfonia tra trono e altare” ben descritta dal filosofo e teologo V.V. Zen’kovskij nella sua Storia della filosofia russa (Ymca Press, Parigi, 1989). “Il tema teocratico del cristianesimo – scriveva Zen’kovskij – si sviluppa in Russia non nel senso di un primato del potere spirituale su quello temporale, come è avvenuto in Occidente, ma nella direzione di una appropriazione della missione ecclesiastica del potere statale. Non si è trattato di un movimento nella direzione del cesaropapismo: la Chiesa stessa è andata incontro allo Stato al fine di introdurre in esso la grazia della consacrazione”.

Le premesse all’incontro di domani, sul fronte ortodosso, forniscono posizioni nette che, probabilmente, permetteranno una lettura chiara del resoconto finale. Non altrettanto si può dire del Vaticano, grazie anche alle ultime esternazioni di papa Francesco in favore del coraggio politico e civile dell’ex presidente Napolitano, e l’encomio all’operato in Africa di Emma Bonino. Il ruolo della Chiesa cattolica nello scenario politico mondiale ha contorni più sfumati, sospeso tra terzomondismo e alta finanza, inficiato da continui scandali di natura economica e sessuale. Sapremo domani se Bergoglio cercherà una sponda a Mosca o se, al contrario, si farà portavoce delle istanze delle altre forze in campo sullo scacchiere mediorientale.

Francesco Pezzuto

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2 comments

Anonimo 12 Febbraio 2016 - 9:54

Va bhè se come credenzialità sono lodare napolitano e bonino siam messi male , il politico bergoglio che mossa di scacchi giocherà ?
Del resto la presa di Costantinopoli nel 1204
http://www.imperobizantino.it/sacco-costantinopoli-1204/
se non erro con saccheggi dei veneziani ed uccisioni sopra gli altari dei francesi indebolirono Contantinopoli per poi essere lasciati soli nella presa finale dei turchi nel 1453
Giovanni paolo secondo chiese scusa soprattutto per la quarta crociata su costantinopoli che per le altre ,ma si sa i media poi fecero apparire la cosa in ben altro modo

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Anonimo 12 Febbraio 2016 - 10:29

Santa Sofia era la chiesa cristiana più grande e più bella dei tempi infatti la costruzione della basilica di s. Pietro avviene dopo
La costruzione dell’attuale basilica di San Pietro fu iniziata il 18 aprile 1506
Il primo imperatore Cristiano fu Costantino e l ultimo eroe Crisitiano martire fu Costantino XI — In quella situazione i senatori di Costantinopoli ritennero giusto proporre all’imperatore di fuggire. Ma Costantino rifiu tò. Secondo quanto riferisce una notizia slava, pare abbia detto: «So che avrei dei vantaggi se abbandonassi la città, ma via non posso andare… Non vi lascerò mai. Ho deciso di morire con voi!». Poi il sovrano girò la testa dall’altra parte, perché gli occhi gli si erano riempiti di lacrime. Anche i patriarchi piangevano, e così tacevano tutti i presenti. Fuori, senza tregua, tuonavano i cannoni turchi.
Indubbiamente l’eroica difesa della città cristiana dall’invasione musulmana, con la sproporzione numerica dei combattenti, fece sì che Costantino XI Paleologo, venisse considerato eroe e martire cristiano.
Le Chiese Ortodosse lo venerano come santo e martire, anche per il lodevole tentativo di riunificazione delle due grandi Chiese Cristiane
Noi invece nel tempo abbiamo conosciuto il grande re di Savoia e
Badoglio –che dire a confronto ? Ditelo voi

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