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Roma, 10 lug – Tra una statua abbattuta e l’altra, cos’altro inventarsi per riscrivere storia e identità dei luoghi? Dunque vediamo… ma sì, cambiamo i nomi alle strade. Un’ideona venuta e messa in pratica a New York, dove Center Street è stata cancellata di punto in bianco e la strada (esattamente di fronte al municipio di Manhattan) è stata rinominata “Black Lives Matter Boulevard”. Ora, per carità, non che Center Street fosse un nome particolarmente evocativo e pregno di significati storici. Ma è del tutto evidente che ribattezzarla è soltanto un modo per strizzare l’occhio al moto antirazzista, una pensata che potrebbe insomma generare il classico effetto domino. Non è infatti peregrino attenderci emulazioni e in quel caso chissà quale strada subirà un improvviso cambio di nome.

Attacco a Trump

La toponomastica rivisitata in chiave modaiola come ultima (speriamo) pagliacciata dal sapore iconoclasta. Quanto però questo genere di iniziative, in particolare negli Stati Uniti, siano essenzialmente di natura politica e tirate fuori contro l’attuale presidente americano, lo testimonia la scritta “Black Lives Matter” a caratteri giganti davanti alla Trump Tower, sempre a New York. Realizzata con vernice gialla da alcuni attivisti appositamente per attaccare il tycoon e con il plauso del sindaco della Grande Mela.

Anzi, il primo cittadino Bill de Blasio, si è recato sul posto a dare una mano ai promotori antirazzisti dando anche lui due pennellate simboliche, assieme al reverendo Al Sharpton. Non è per la verità la prima scritta di questo tipo comparsa negli Stati Uniti, una simile ad esempio è stata realizzata nei pressi della Casa Bianca. E l’obiettivo provocatorio è chiaramente lo stesso. Con Trump piuttosto contrariato, seppur senza scomporsi troppo. Il presidente Usa per ora ha semplicemente fatto notare su Twitter che la scritta davanti al suo grattacielo, è una provocazione illegale.

Eugenio Palazzini