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Strage di Ankara: scambio di accuse fra curdi e governo

Ankara, 11 ott – Secondo le autorità turche, dietro alla strage di Ankara ci sarebbe la mano dell’Isis. Gli inquirenti avrebbero infatti identificato, dalle impronte digitali trovate sui resti dell’ordigno deflagrato ieri, uno dei terroristi che si è fatto esplodere seminando morte e distruzione nel corteo pacifista filo-curdo.

Strage di Ankara: opera dell’Isis?

“L’attacco è nello stile di Suruç, tutti i segnali indicano che è una copia di quell’attacco”, spiegano le autorità, riferendosi all’attentato del luglio scorso nella città a sud della Turchia, a pochi km da Kobane. Anche in quell’occasione ad essere presi di mira furono i curdi e i sospetti caddero sull’Isis, che proprio nei dintorni di Kobane ha, dopo quello contro Damasco, il suo secondo fronte per importanza. LEGGI ANCHE – Ankara, bomba alla manifestazione pro-Pkk – IL VIDEO

Le accuse al governo

Non sembrano credere alla ricostruzione ufficiale delle autorità né i membri del movimento curdo Partito Democratico del Popolo – Hdp, né le migliaia di manifestanti che anche oggi si sono radunati nel luogo delle esplosioni. “Stiamo assistendo a un enorme massacro, una continuazione di quelli di Diyarbakir e Suruc”, ha tuonato contro il presidente Erdogan il presidente dell’Hdp, Selahattin Demirtas. “Siamo di fronte – ha continuato – ad uno stato assassino che si è trasformato in una mafia

Sale il bilancio delle vittime

Intanto continua a crescere il numero dei morti relativi all’attentato. La cifra ufficiale è ancora ferma a 95, ma secondo l’Hdp sarebbero ormai oltre 120 i deceduti. Altre decine sono inoltre in condizioni critiche nei vari ospedali della capitale.

Roberto Derta

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