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Giuba, 22 nov – Cinquecento mucche, tre auto e diecimila dollari. Questa è la cifra che un offerente, il migliore, ha sborsato per un’asta online su facebook. In palio c’era una donna, poco più che bambina per la precisione, messa in vendita dal padre come sposa. È successo in Sud Sudan, dove il post prima di essere rimosso è rimasto online per due settimane.
All’asta hanno partecipato, oltre al ricco uomo d’affari che si è aggiudicato la sua giovane sposa, anche alcuni funzionari governativi. La notizia di tale agghiacciate asta era di dominio pubblico in Sud Sudan, tanto che il post era diventato virale, ma nessuno si è opposto. Lo hanno fatto i membri di un’associazione per la tutela dei diritti umani, Plan International, che è intervenuta per chiederne la rimozione. Il post, però, è stato cancellato solo dopo due settimane dalla sua messa online, che risaliva al 25 ottobre.
Secondo alcune versioni a mettere online l’asta è stato il padre della giovane, secondo altri invece sarebbe stato qualcuno del villaggio dove vive la sedicenne. Sta di fatto che nessuno si è opposto, e la famiglia ha beneficiato di quanto offerto dal ricco concorrente, che ha sposato la ragazza il 3 novembre scorso.
Dopo che la notizia è uscita dai confini sud-sudanesi si è scatenata una ridda di polemiche e di critiche nei confronti del social network, che ha di fatto permesso una barbara violazione dei diritti umani. “Questo barbaro uso della tecnologia ricorda il mercato degli schiavi“, ha detto George Otim, membro di Plan International, che ha invitato il governo sud-sudanese a indagare sulle accuse e ad agire. Si teme, infatti, che si scateni un comportamento di emulazione e la tecnologia venga usata per guadagnare doti più alte, dato che ottenere dei pagamenti per la dote della figlia che si dà in sposa è prassi comune nel Paese.
Dal social di Mark Zuckerberg hanno fatto sapere che “Qualsiasi forma di traffico di esseri umani – post, pagine, annunci o gruppi – non è consentita su Facebook. Abbiamo rimosso il post e disattivato permanentemente l’account appartenente alla persona che lo ha pubblicato su Facebook”.
Anna Pedri



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2 Commenti

  1. La boldrini ci ha detto che un giorno la loro cultura sarà la nostra; quindi per coerenza sia lei a dare l’esempio e faccia vendere qualche famigliare suo minorenne sulla rete

  2. […] Con fonte Il Primato Nazionale TITOLO, COMMENTO, IMMAGINE – ©RISCATTONAZIONALE – Seguici su Facebook e su Twitter googletag.defineSlot('/134284252/risnaz-300×250-2', [300, 250], 'div-gpt-ad-1503493129795-0').addService(googletag.pubads()).setTargeting();googletag.pubads().enableSyncRendering();googletag.enableServices();googletag.display('div-gpt-ad-1503493129795-0'); […]

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