Roma, 6 ago – Altissima tensione a Taiwan, dove secondo le autorità locali la Cina sta simulando attacchi contro l’arcipelago. Il ministero della Difesa di Taipei fa sapere infatti che sono stati rilevati oggi molti caccia e navi dell’esercito cinese “intorno allo Stretto”, con alcuni di questi che “hanno attraversato la linea mediana” durante un’azione di “possibile attacco simulato”. Il ministero precisa: “Si è ritenuto che (le forze armate cinesi, ndr) stessero conducendo una simulazione di attacco all’isola principale di Taiwan”.

Taiwan, a un passo dalla guerra? La Cina sta simulando attacchi

Insomma, secondo il governo taiwanese, le forze armate di Pechino non starebbero semplicemente svolgendo un’esercitazione militare. Il timore di un attacco vero e proprio, per quanto appaia ancora remoto, serpeggia sempre più tra abitanti e autorità dell’arcipelago perduto del Dragone. L’esercito di Taipei, in una nota, afferma di aver attivato “trasmissioni di allerta, aerei, navi militari di pattuglia e sistemi missilistici terrestri in risposta a questa situazione”. Il ministero della Difesa taiwanese specifica poi che sono stati dispiegati anche sistemi missilistici terrestri, in risposta alle operazioni delle forze armate di Pechino. E’ possibile – per non dire quasi certo – che quella della Cina sia soltanto una prova di forza, un mostrare i muscoli come deterrente strategico, per scongiurare ulteriori “provocazioni americane” e tenere col fiato sospeso Taipei. Tuttavia le esercitazioni cinesi, giunte oggi al terzo giorno, sembrano più di una mera risposta alla visita ufficiale a Taipei della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi.

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Blinken: “Reazione cinese sproporzionata”

Stamani il segretario di Stato americano, Antony Blinken, dalle Filippine ha dichiarato che gli Stati Uniti manterranno aperti i caneli con la Cina per “evitare errori di comunicazione”. Blinken ha poi parlato di reazione “sproporzionata” da parte di Pechino. “La presidente Pelosi ha il diritto di fare quella visita, poiché molti membri del nostro Congresso hanno visitato Taiwan, anche quest’anno. Ma a prescindere da ciò, la reazione della Cina è così sproporzionata e così pericolosa, qualunque cosa si senta riguardo alla visita: il lancio di 11 missili balistici, anche su Taiwan; inviando le sue navi in giro per Taiwan. Cinque dei missili che ha lanciato sono atterrati vicino al Giappone”.

Una morte sospetta

Intanto l’agenzia ufficiale di Taiwan, Central News Agency (Cna), ha reso noto che il vice capo dell’unità di ricerca e sviluppo del ministero della Difesa di Taiwan, Ou Yang Li-hsing, è stato trovato morto stamani in una stanza d’albergo. Ou Yang, 57 anni, lavorava al National Chung-Shan Institute of Science and Technology dell’esercito. Per l’esattezza, l’alto funzionario aveva ricevuto l’incarico – a inizio 2022 – di supervisionare diversi progetti di produzione missilistica. Il National Chung-Shan Institute of Science and Technology, nello specifico, lavorava a un progetto finalizzato ad aumentare la capacità di produzione annuale di missili proprio per contrastare la minaccia cinese. Una morte, avvenuta in questa fase, che risulta dunque quantomeno sospetta.

Eugenio Palazzini

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