Roma, 6 ago – Meno sette. A “sole” dodici settimane di distanza da quel 22 maggio che ha cucito il tricolore sul petto rossonero il campionato di serie A scalda i motori. Proprio il Milan, sabato 13 agosto alle ore 18.30, inaugurerà la stagione affrontando a San Siro la sempre ostica Udinese. Contemporaneamente si giocherà anche a Genova, dove la Samp ospiterà l’Atalanta. In serata, invece, Inter e Torino faranno visita alle neopromosse Lecce e Monza. Domenica sarà il turno di Fiorentina, Lazio e Roma rispettivamente contro Cremonese, Bologna e Salernitana. Spezia ed Empoli si giocheranno i primi punti salvezza. La giornata si concluderà quindi a ferragosto con Verona – Napoli e Juventus – Sassuolo. Per le sentenze ci sarà tempo (l’ultima è in programma a inizio giugno): vediamo con quali bagagli le pretendenti più accreditate intraprenderanno il difficile viaggio verso lo scudetto.

Le certezze del giovane Milan

Iniziamo la nostra analisi – e non poteva essere altrimenti – dai campioni d’Italia. A una squadra già giovane (età media della scorsa annata 25,8: in tal senso più virtuose solo Torino, Empoli e Spezia) si aggiunge il rientrante Pobega, un promettente Adli e, alla fine di un lungo corteggiamento, l’oneroso De Ketelaere. I rossoneri ripartono dalle certezze di una difesa granitica, dall’ormai piena maturazione di Tonali e dalla perpetua vivacità di Leao, miglior giocatore della Serie A 2021/2022. Più di un dubbio invece lo sollevano i terminali offensivi. Giroud a parte – il francese comunque a breve spegnerà 36 candeline ed è impensabile possa caricarsi sulle spalle il peso dell’attacco sia in campionato che in Champions – Origi dovrà togliersi un bel pò di ruggine e Rebic invertire la rotta, per lo meno sottoporta. Prestazioni e risultati, tra le strisciate i rossoneri rimangono la compagine che meglio ha fatto nel precampionato. Due belle vittorie: a Colonia e, soprattutto, Marsiglia.

Inter, la sola LuLa piena non basta

Digerite le “beffe” del calciomercato – le uscite bloccate, i casi Dybala e Bremer – l’Inter 2.0 di Simone Inzaghi riparte dalla ritrovata sintonia tra Lautaro e il figliol prodigo Lukaku. Nonostante un’altra estate passata a fare i conti della serva, Marotta ha messo in mano al tecnico piacentino una rosa completa e competitiva. Al netto di cessioni importanti (che sembrano meno probabili rispetto a qualche settimana fa), manca solamente un ricambio centrale che completi il pacchetto arretrato: proprio la difesa nelle amichevoli ha però dimostrato qualche scricchiolio di troppo. Nota positiva di luglio, il carattere – doppie rimonte ai danni di Monaco e Lione. Ago della bilancia sarà Gosens. Il tedesco, una volta superati i problemi fisici, avrà l’onere e l’onore di non far rimpiangere le scorribande di Perisic.

Un nuovo corso per la Juventus?

Bremer, Pogba, Di Maria. Un pezzo pregiato a reparto per recuperare “mentalmente” quei 16 punti di distanza dal Milan fresco di tricolore. Dopo un biennio deludente la dirigenza è corsa ai ripari. L’anno zero dei bianconeri deve aver minato anche le sicurezze di Allegri, che in queste prime battute della stagione ha proposto una squadra più giochista del (suo) solito. Sul campo bene contro il Barça, meno con i campioni d’Europa del Real. Per diversi addetti ai lavori la Juventus si è comunque messa al pari delle milanesi: da valutare in tal senso quanto peserà l’assenza per infortunio dello stesso Pogba e la tenuta dei terzini. Se supportato a dovere, invece, il tridente Di Maria-Vlahovic-Chiesa promette spettacolo.

Uno scudetto per tre? Occhio alla quarta incomoda

Uno scudetto per tre quindi? Nì. Se da una parte il Napoli pare ridimensionato rispetto alla scorsa annata (oltre alle pesanti perdite i nuovi acquisti si confronteranno con la Serie A per la prima volta) dall’altra Milan, Inter e Juventus potrebbero fare i conti con l’effetto Mourinho. Nella griglia di partenza la Roma parte un gradino sotto alle rivali del nord, è vero. Ma – vuoi per la convincente campagna acquisti, vuoi per il carisma del portoghese – a Trigoria si respira un rinnovato entusiasmo. D’altronde sono sempre la testa e il cuore a comandare le gambe…

Marco Battistini

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