Roma, 4 dic – Come in tante altre nazioni (dell’Unione Europea, ma non solo), anche in Polonia l’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime ha fatto salire l’inflazione a livelli mai visti negli ultimi vent’anni e passa. Per tale motivo il governo di Varsavia ha varato misure pari a oltre due miliardi di euro per aiutare famiglie e imprese tramite, fra le altre cose, aumenti del salario minimo e sussidi pubblici.

La Polonia taglia del 65% l’Iva su gas naturale ed energia elettrica

Una prima misura è consistita nell’abbassamento per cinque mesi delle accise sulla benzina al livello minimo permesso dall’Ue. Il provvedimento entrerà in vigore dal prossimo 20 dicembre. Altra misura prevede la riduzione, per il periodo che va da gennaio a marzo, dell’Iva sul gas naturale dal 23% all’8%. Stesso discorso e analogo taglio dell’imposta per quanto riguarda l’energia elettrica. La scelta di operare le riduzioni nell’arco di questi mesi non è casuale. Si tratta infatti del periodo più freddo dell’anno, con l’inverno che in Polonia è particolarmente rigido. Con i provvedimenti adottati, il governo permetterà così alle famiglie di riscaldare le proprie case senza costringerle a quello che si preannunciava come un salasso. I benefici si estenderanno alle attività produttive, anch’esse colpite dalle ondate di rincari.

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Non solo interventi sull’energia. L’esecutivo polacco ha anche deciso di erogare un supporto finanziario diretto – in due rate che vanno da 100 a 300 euro circa – con lo scopo di aiutare le fasce più deboli della popolazione maggiormente colpite dall’aumento dei prezzi. Queste misure avranno come conseguenza quelle di diminuire i tassi di inflazione e di aumentare la spesa delle famiglie, con effetti positivi a cascata per tutta l’economia. Il tutto senza violare alcuna regola comunitaria.

Giuseppe De Santis

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3 Commenti

  1. Da un Iva polacca ad un Iva svizzera in un batter d’ occhio? E’ una soluzione “reazionaria”.
    Solo nei paesi del est non avviene ciò che, pochi giorni fa, ha sottolineato un siciliano “degno e meritevole” come Antonio Martino, preso per i fondelli in modo ignobile da B. (ma lui signorilmente, elegantemente nega): le libertà-margini tolti non tornano più !!

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