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Atene, 14 ago – Sale la tensione nel Mediterraneo orientale, il confronto tra Grecia e Turchia si fa sempre più duro. L’ultima notizia è quella di un vero e proprio scontro navale avvenuto nelle acque a est di Rodi. I fatti risalgono a due giorni fa ma la notizia è uscita solo ora. Totalmente diverse le versioni fornite da Ankara e Atene.

La versione della Turchia

Secondo i turchi la fregata greca Limnos avrebbe compiuto una manovra di disturbo nei confronti della Oruc Reis, una nave da esplorazione turca che stava operando delle ricerche energetiche nella Zona economica esclusiva (Zee) greca non riconosciuta dai turchi. A questo punto in supporto alla nave da esplorazione sarebbe intervenuta la nave turca Kemal Reis, che avrebbe fronteggiato la fregata di Atene urtandola. Un danno che avrebbe costretto la nave greca a rientrare. Dunque un atto ostile da parte di Ankara, rivendicato a gran voce anche dallo stesso presidente Erdogan: “Lo avevamo detto, se ci attaccano pagheranno un prezzo altissimo. Oggi hanno avuto la prima risposta”.

La versione della Grecia

Totalmente diversa la versione greca. Stando a quanto riportato dal giornale ellenico Ekatemirini, la collisione non sarebbe dovuta ad un atto ostile di Ankara, ma ad un errore di manovra dei turchi. La nave da guerra turca (la Kemal Reis) avrebbe riportato i danni maggiori. A questo punto le parole di Erdogan e la versione “battagliera” di Ankara servirebbero solo a coprire la magra figura e a giustificare i danni subiti. L’incidente e la dinamica (secondo la versione di Atene) è stato inserito nel dossier che Niko Dendias, ministro degli Esteri greco, presenterà oggi al Consiglio straordinario per gli Affari Esteri Ue convocato proprio su richiesta di Atene.

Diplomazie al lavoro

In ogni caso la situazione tra Grecia e Turchia sta avendo sempre maggiori risvolti diplomatici, impegnando le principali nazioni europee (ma non l’Italia, che ricopre per il momento un ruolo marginale). Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha scritto ai suoi omonimi della Ue per denunciare gli “atti unilaterali e alleanze di Grecia e Cipro che hanno escluso la Turchia”, oltre che l’accordo marittimo di Atene con l’Egitto (che riguarda anche la questione delle Zone economiche di competenza) che secondo Ankara “viola le piattaforme continentali di Turchia e Libano e dimostra la riluttanza di Atene ad avviare un dialogo onesto con la Turchia”.

L’epicentro delle tensioni resta l’isola di Castelrosso (un tempo facente parte delle “Isole italiane nell’Egeo”), con Angela Merkel e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, impegnati a mediare tra i premier greco Mitsotakis ed Erdogan. La Francia ha invece scelto di sostenere Atene, inviando anche in zona una fregata e due aerei Mirage. Italia non pervenuta.

Davide Di Stefano

1 commento

  1. Perché, l’Italia ha per caso una politica estera? Abbiamo una classe politica di inetti, inginocchiata alla Francia: chi agnello si fa, il lupo se lo mangia e infatti abbiamo perso ogni influenza nel Mediterráneo.
    Incapaci e supponenti, il peggio del peggio.

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