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Roma, 31 lug – Lopburi, poco più di due ore a nord di Bangkok, è nota ai viaggiatori come “la città delle scimmie”. E durante il lungo lockdown (adesso terminato), con le strade locali semivuote, da chi altro poteva essere invasa se non dalle scimmie? Circa 6mila macachi hanno letteralmente occupato la città, impadronendosi anche dei luoghi da cui prima venivano scacciati dai residenti umani, non senza qualche difficoltà vista la proverbiale sfrontatezza di questi primati.

La città delle scimmie

Certo, vedere migliaia di scimmie a Lopburi non è una novità. Ogni anno, a novembre, in questa antica città-stato della Thailandia si svolge il Monkey Buffet Festival, inaugurato nel 1989 da un albergatore che puntava ad attirare turisti nella zona allora non troppo animata. Un evento che con il passare degli anni è diventato frequentatissimo dai visitatori di tutto il mondo, un’occasione per tanti ingenui turisti di dilettarsi nel dare da mangiare a centinaia di macachi piuttosto voraci. In particolare al Prang Sam Yot, nome che significa “Santuario delle Tre cime”, originariamente induista e poi trasformato in tempio buddhista. Quest’ultimo, manco a dirlo, è altrimenti (e più comunemente) conosciuto come “tempio delle scimmie”.

Il regno dei primati

Il problema è che in appena tre anni la popolazione locale di macachi è passata da 3mila a 6mila individui. E se diversi negozi hanno chiuso i battenti a causa dell’eccessiva presenza di primati, l’ex cinema di Lopburi è diventato il cimitero delle scimmie. Perché proprio lì depongono i corpi dei familiari deceduti e nessuno riesce più ad entrarci, pena aggressioni. Adesso però, con gli umani chiusi in casa per via dell’epidemia di coronavirus, l’intera città si è tramutata in un teatro a cielo aperto di scorribande e furiose battaglie tra macachi. Da giorni stanno impazzando sui social video divenuti virali che documentano scontri tra bande di scimmie in lotta per accaparrarsi il cibo. Con le persone che evitano ancor più di mettere il naso fuori di casa, perché se il Covid fa paura, un gruppo di primati assatanati è un incubo a occhi aperti.

Così le autorità thailandesi hanno deciso di avviare una campagna di sterilizzazione per castrare centinaia di macachi. Di questo passo altrimenti, magari guidati dal dio scimmia Hanuman, potrebbero pure fondare un regno del tutto inaccessibile agli uomini. Scherzi a parte, il rischio effettivo è che aumentino improvvisamente casi di rabbia, terribile malattia mortale di cui questi primati sono portatori.

Eugenio Palazzini

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