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Tokyo, 28 apr – Il coronavirus ha spazzato via le nostre sicurezze non solo per il 2020, ma anche per l’anno a venire. Ne  sono un esempio le Olimpiadi di Tokyo, che dal luglio di quest’anno avevano già subìto il rinvio al 2021; ed ora anche questa data vacilla, sotto la minaccia della pandemia di cui non si è in grado di prevedere la fine. E se nemmeno il 2021 potrà dirsi data sicura, i Giochi slitteranno direttamente al 2024. È lo stesso presidente del comitato organizzatore, Yoshiro Mori, a rivelarlo apertamente al quotidiano Nikkan Sports: «I Giochi non potranno essere posticipati oltre il prossimo anno – ha detto –, se il mondo fosse ancora alle prese con il Covid-19 sarebbero cancellati definitivamente».



Senza vaccino niente Olimpiadi

I primi dubbi sulla fattibilità delle Olimpiadi nel 2021 li aveva sollevati qualche giorno fa l’infettivologo giapponese Kentaro Iwata, professore all’Università di Kobe, che si era dichiarato «pessimista» sulla possibilità di un regolare svolgimento della manifestazione sportiva nell’estate 2021. «Onestamente non la ritengo probabile – aveva dichiarato –, i Giochi richiedono che la pandemia sia sotto controllo ovunque dal momento che a Tokyo arriveranno atleti e spettatori da tutto il mondo. Il Giappone potrebbe farcela entro luglio 2021, ma non credo che altrettanto si possa dire per tutto il resto del pianeta». Con l’afflusso di pubblico da ogni angolo del globo, vi è, per l’appunto, il rischio che si creino nuovi focolai all’interno delle strutture deputate allo svolgimento dei giochi. O negli alberghi e nei luoghi turistici e di ristoro. Gli ha fatto eco Yoshitate Yokokura, presidente dell’associazione dei medici del Paese: «A meno che non venga sviluppato un vaccino efficace penso che sarà difficile vedere le Olimpiadi il prossimo anno. Non sto dicendo che non dovrebbero svolgersi, l’epidemia però non si limita solo al Giappone ma è un problema mondiale», ha concluso.

L’unica soluzione possibile secondo Iwata è quella di considerare l’opzione delle «Olimpiadi a porte chiuse», con partecipazione limitatissima oppure direttamente senza pubblico. Un’ipotesi che snaturerebbe – e non di poco – la natura della manifestazione ed è stata rigidamente scartata la settimana scorsa dagli organizzatori. Fino all’ammissione di Mori: la cancellazione non è esclusa.

Cristina Gauri

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