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Roma, 28 apr – “In questo tempo, nel quale si incomincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena, preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e della obbedienza alle disposizioni, perché la pandemia non torni“. Papa Francesco irrompe nello scontro tra Cei e Conte e si schiera con il premier, sconfessando la linea dei (suoi) vescovi. Le parole di Bergoglio, pronunciate all’inizio della messa mattutina nella cappella della sua residenza, Casa Santa Marta, e poi riportate sulla pagina ufficiale di Twitter, segnano una presa di posizione che farà molto discutere, come anticipato anche dai molti commenti dei fedeli tra gli utenti del social, che sono rimasti esterrefatti per l’allineamento del Papa al governo giallofucsia.

L’attacco della Cei

La Conferenza episcopale italiana era stata molto dura contro il Dpcm della fase 2 (che poi in verità è una fase 1bis): “I vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto“. Parole riprese e sottoscritte anche da due partiti della maggioranza, Italia Viva e Pd. Tanto che il premier ha subito fatto dietrofront annunciando che è allo studio una formula per permettere le messe prima del 25 maggio (che è la data fissata dal Comitato tecnico scientifico, vero decisore in questa emergenza, visto che la politica ha abdicato).

Le dure critiche dei vescovi

Certo sul fronte della Cei, c’è chi come il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi europei e per dieci anni alla guida dei vescovi italiani, che definisce una “disparità di trattamento inaccettabile” la decisione del governo di aprire i musei e di vietare le messe. Ancora più dura la posizione del vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole, che afferma che “è una dittatura quella di impedire il culto perché è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione. Su questo non possiamo fare sconti. La Chiesa non è il luogo dei contagi. I funerali ce li avete fatti fare come dei cani. La gente ha sofferto”. E’ fortemente critico anche Vincenzo Morgante, direttore di Tv2000, l’emittente della Cei: “La cosiddetta fase 2 prevede già la riapertura di fabbriche, uffici, bar, parrucchieri, giardini ma non la celebrazione delle funzioni religiose al di là, ed era ora, dei funerali. L’esercizio del culto, che riguarda i fedeli di tutte le religioni, nel decreto del governo viene regolamentato nello stesso comma che disciplina le sale bingo. È bene ricordare l’importanza della libertà religiosa espressamente tutelata dall’articolo 19 della nostra Costituzione a vantaggio di tutti. Ma, al di là dei profili giuridici, rimane la sostanza della questione”. Morgante poi fa presente che la Conferenza dei vescovi ci ha messo anche del suo, in questa emergenza, e che quindi chiede che almeno si possa tornare a celebrare messa in presenza dei fedeli. “La Cei ha destinato centinaia di milioni di euro per interventi di sostegno sul territorio, a partire dalle strutture sanitarie in seria difficoltà. Si tratta della stessa Chiesa che oggi, dopo aver rispettato da subito rigorosamente e con non pochi sacrifici le prescrizioni delle pubbliche autorità in materia di tutela sanitaria, chiede di poter tornare a celebrare messa con il popolo organizzando, in sicurezza, senza imprudenze o superficialità, la vita delle proprie comunità”.

Avvenire ora crede alle promesse di Conte

Però, se andiamo a leggere che dice il quotidiano della Cei, Avvenire, nell’edizione online di oggi troviamo in apertura un pezzo che lascia intendere che i vescovi abbiano creduto al premier: “Le Messe. Conte: dispiaciuto, penso alla sicurezza. Funzioni all’aperto e un protocollo“, è il titolo. “L’ipotesi allo studio: una soluzione-ponte già a partire dal 4 maggio“, si legge nel sommario. Se a questo aggiungiamo l’endorsement della massima autorità ecclesiastica all’operato del governo, è plausibile immaginare che presto la polemica si sgonfierà (presumibilmente anche quella politica).

In effetti il quadro è radicalmente mutato: l’alt alle polemiche sancito dal Papa con le sue parole “obbedienza alle disposizioni” è appunto anche un ordine ai suoi vescovi. Vedremo se la fronda anti Bergoglio si farà sentire.

Adolfo Spezzaferro

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7 Commenti

  1. Nessuna credibilità puo’ avere chi è amico e parla bene della Bonino che è diventata famosa eliminando tanti feti di futuri italiani con la pompa della bicicletta.Ora l’amico anche dell’ ateo Soros continua a vietare ai fedeli i sacramenti e quindi la presenza di Cristo; và subito deposto uno che segue mammona terra e dice che la terra non perdona!! E’ Dio che ha creato la terra e l’unico che perdona! Del resto da uno che dice che “Cristo fà un po’ lo scemo” cosa ci si puo’ aspettare?Ignora la teologia di base; di sicuro io che sono cattolico fino a che ci sarà lui non entrero’ in chiesa dato che se segui un eretico vai dritto all’inferno come detto da un primate greco ortodosso quando el papa disse” chi sono io per giudicare i gay” contribuendo alla demolizione della famiglia cristiana

  2. Uno dei punti nell’ agenda di Sbergoglio è :
    chiese vuote , aveva già spuntato …. FATTO . Ed ora alcuni ribelli vogliono dir messa ???
    il conte dalle braghe onte è ATEO …. vabbè , ma IN TEORIA … STANLIO
    sarebbe il Pontefice …..

    Al prossimo governo :
    Denunciare il Concordato e non erogare danari al vaticano , recuperandoli
    per l’ emergenza , ne riparleremo QUANDO e SE ci sarà un papa Cattolico !

  3. Nel frattempo, andatevi a vedere la prima pagina del quotidiano “Avvenire” di oggi, 29/04, per capire quali siano, attualmente, le priorità in Vaticano…

  4. Questa polemica della CEI , trovo sia arrogante.
    Non e’ questione d’esser Ateo.
    Ritengo palese, per Atei e Credenti e di qualunque Culto si sia, , l’insostituibilita’ di un Medico e l’inutilita’ di un Dio.

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