Tolosa, 19 apr – «Non riesco a capire come si sia giunti sin qui, questa non è una zona di non diritto». Le parole di un commerciante di Tolosa di fronte agli scontri che stanno infiammando la città da domenica 15 aprile aprono un mondo: la banlieue non è più chiaramente identificabile, la rivolta può esplodere ovunque. Nel quartiere Grand Mirail, che conta circa 40.000 abitanti, decine di vetture e di cassonetti sono stati dati alle fiamme. Si sono registrati anche diversi attacchi alle forze dell’ordine, da parte di gruppi di 150 ragazzi del luogo. Un commissariato è stato assaltato a colpi di pietre.
Gli incidenti più gravi si sono registrati nella notte di lunedì, mentre martedì e mercoledì i tafferugli sono stati di entità più lieve, anche se nulla autorizza a definire rientrata l’emergenza. Stavolta la miccia che ha fatto scattare gli scontri etnici non è chiara. Si citano almeno due episodi. Si parla della misteriosa morte in cella di un detenuto della zona, trovato impiccato in prigione. Un suicidio, molto probabilmente, anche se nel quartiere del ragazzo deceduto si è sparsa la voce che c’entrassero qualcosa i secondini. Allo stesso tempo, ha destato rabbia e scalpore il video, diffuso sui social network, del controllo e del fermo di una donna velata, attualmente detenuta per ribellione e oltraggio all’autorità pubblica. Il tutto in una zona in cui recenti retate hanno smantellato importanti reti legate al traffico di droga, causando un bel po’ di malumore nelle gang di strada che vivono di spaccio. In tre giorni.
La polizia ha sentito 23 persone, per metà esterne al quartiere. Sei di loro erano minorenni. Mercoledì, un diciottenne che ha lanciato delle pietre sulla polizia è stato condannato per direttissima a sei mesi di prigione. Venerdì dieci altre persone compariranno davanti al giudice. Checché ne pensi il commerciante di cui sopra, in realtà, Grand Mirail (il grande quartiere che accorpava originariamente Mirail-Université, La Reynerie et Bellefontaine, ma attualmente anche zone come Bagatelle, Faourette, Papus, Tabar, Bordelongue, etc.) costruito negli anni ’70, già nel 1998, dopo la morte controversa di un diciassettenne, fu attraversato da scontri e tafferugli.
Adriano Scianca

1 commento

  1. Grande statista questo macron……..mentre la Francia si dibatte nel fango e lo spaccio alimenta l’economia di interi quartieri african/magreb il nanetto gay friendly e para-comunistoide pontifica al parlamento europeo di massimi sistemi e si preoccupa dei populismi………auguri francesi…… Oddio…… quei pochi rimasti………servi e sottomessi…….come noi del resto.

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