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Roma, 18 dic – Le auto elettriche sono «sopravvalutate» e «dannose per l’ambiente». Non lo ha detto uno dei cosiddetti «negazionisti del riscaldamento globale» ma Akio Toyoda, numero uno della Toyota e presidente della Japan Automobile Manufacturers Association. A Greta Thunberg saranno fischiate le orecchie.



Eccessivo clamore sulle auto elettriche

Il capo della casa automobilistica giapponese nel corso di una conferenza stampa ha infatti voluto evidenziare come vi sia «eccessivo clamore» sui veicoli ad alimentazione elettrica; un entusiasmo che manca di opportune valutazioni sulle ripercussioni di un’adozione pervasiva delle cosiddette auto «a emissioni zero» (anche se vedremo che nemmeno questo aspetto è totalmente veritiero). Dichiarazioni pesanti, che arrivano da chi non ha conflitti di interessi in ballo: Toyota ha infatti già in gamma alcuni modelli di auto 100% elettriche ed è una delle poche aziende al mondo a investire nell’elettrico alimentato a idrogeno.

Più emissioni di CO2 delle auto normali

Toyoda ha innanzitutto bacchettato gli ultrà dell’elettrico, che nell’esaminare la sostenibilità di questo tipo di tecnologia si «scordano» delle emissioni di anidride carbonica prodotte dalla generazione di elettricità: «Più veicoli elettrici produciamo, più salgono le emissioni di anidride carbonica», ha spiegato. Il problema è legato alle batterie delle auto elettriche, che in fase di fabbricazione fanno raddoppiare le emissioni di CO2 di quasi il doppio rispetto a quelle generate per la produzione delle altre tipologie di auto considerate più inquinanti.

I costi economici e sociali di un’infrastruttura miliardaria

Per non parlare dei costi sociali della transizione energetica. Per quanto riguarda il Giappone, ad esempio, Toyoda avverte che la realizzazione di un’infrastruttura per le auto elettriche avrebbe un costo multimiliardario quantificato tra i 14.000 e i 37.000 miliardi di yen (165-438 miliardi di euro). «Quando i politici dicono ‘liberiamoci di tutte le auto che usano la benzina’, capiscono cosa significa?».

Una riconversione all’alimentazione elettrica comporterebbe conseguenze dannose per il tessuto economico e sociale del Paese, difficilmente gestibili. «L’attuale modello di business dell’industria automobilistica collasserà», determinando la perdita di milioni di posti di lavoro. Infine, Toyoda, ha avvertito del rischio che le auto elettriche possano rimanere appannaggio dei più abbienti penalizzando così il ceto medio.

Cristina Gauri



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7 Commenti

  1. tutti quelli che hanno due neuroni funzionanti in testa,si rendono conto facilmente di questo problema….
    e si tengono ben stretta la loro macchina,anche se diesel e teoricamente più inquinante.

    e gli stessi di cui sopra,sanno bene che nei prossimi vent’anni ci sarà un tale ridimensionamento dell’industria automobilistica,che spazzerà via il 95% di tutte le case automobilistiche del pianeta:
    questa crisi ha già dato il segnale di partenza,
    con lo smart working di tutti coloro che possono lavorare da casa:
    quanto tempo passerà prima che si rendano conto che due macchine in famiglia non servono più,
    se uno dei componenti (o entrambi)
    lavorano da casa?

    ma il vero punto di svolta sarà l’auto autonoma.

    non appena a punto (e non ci manca tanto)
    il passo immediatamente successivo sarà la nascita di centinaia di aziende di trasporto pubblico
    (taxi elettrici e a guida autonoma,grandi come una smart o una fiat 500)

    e il crollo dei costi di trasporto a livelli minimi rispetto ad ora.

    perchè è evidente che se una 500 elettrica e autonoma dovesse arrivare a costare anche 50mila euro,a fronte di costi di uso e manutenzione minimi

    (una macchina elettrica ben costruita NON si guasta,il costo dei tagliandi e chilometrico dell’elettrico è sensibilmente più basso rispetto al termico,le batterie si possono sostituire a costi tuttora decrescenti,e non essendoci un conducente non ci sono costi di personale)

    si aprono ENORMI praterie per quel tipo di business.

    quindi credo che entro vent’anni ci ritroveremo con delle flotte di taxi autonomi che
    arriveranno sotto casa previa chiamata ad un centralino automatizzato.
    dopodichè una volta saliti si darà a voce l’indirizzo di arrivo,
    e la macchina farà tutto da sola,mentre tu leggi il giornale o pensi agli affari tuoi.
    poi paghi scalando il credito da una app sul telefono o da una prepagata
    e l’auto va al prossimo cliente,o a ricaricarsi mentre un’altra prenderà il suo posto.

    ergo in pochissimi anni spariranno prima le seconde auto….
    e poi probabilmente anche le prime auto di famiglia,
    di fronte ad una obiettiva analisi costi benefici:
    infatti tra quote di ammortamento,manutenzioni,carburanti,bolli e assicurazioni ecc su un percorso medio (per gli italiani)
    di circa 10700 km annui anche un’auto media ti costa oltre 4000 euro all’anno,
    senza nemmeno contare le perdite di tempo alla ricerca di un parcheggio,
    le manutenzioni,i pagamenti di bolli e assicurazioni,
    le limitazioni agli ingressi ecc

    e senza valutare nel computo nemmeno i costi e i mal di fegato dovuti
    a guasti,danni alla carrozzeria,incidenti e
    precedentemente,il costo di una patente auto.

    mettendo insieme il tutto e ragionando con un minimo di logica,
    viene fuori che nella sola europa il volume di auto circolanti calerà a un settimo…
    forse anche a un decimo,dell’attuale parco circolante.
    perchè il mercato lo fa la richiesta,NON l’offerta.

    e quando la gente si renderà conto che un’auto oggi è più un costo che un vantaggio
    essendoci delle alternative perfino più comode,oltre che meno costose
    (niente problemi di parcheggio,niente manutenzioni,niente responsabilità stradali,niente attenzione alla guida,niente costi di acquisto e manutenzione ecc ecc)
    sarà ben contenta di smettere di acquistare auto private,fiondandosi in massa sul mezzo pubblico…
    ergo,
    il mercato retali calerà fin quasi ad azzerarsi,quindi resteranno solo
    le aziende.
    e le aziende comprano solo a ragion veduta,quindi se la tal casa automobilistica dà una virgola di più a parità di prezzo,comprano quella,e tu crepi:

    probabilmente anche nel resto del mondo succederà la stessa cosa,
    magari in un pò più di tempo….

    ergo bis,dai 71 e qualcosa milioni di auto prodotte all’anno nel 2018 a livello mondiale,
    si passerà quasi sicuramente a meno di tre o quattro milioni all’anno nel 2040…
    in TUTTO,il mondo.

    domanda:
    COSA SUCCEDERA’ alle case automobilistiche?

    non ci vuole tanto a capirlo.

    quindi la polemica sull’auto elettrica…
    è solo strumentale,perchè l’inquinamento
    da trasporto privato
    calerà COMUNQUE a livelli minimi entro venti\venticinque anni…
    e NON per l’auto elettrica,bensì per un fattore che è IMPOSSIBILE da fermare:
    la ricerca della comodità di ognuno di noi.

    • E intanto pullman, furgoni, camion transnazionali aumentano sempre più… 200.000 km e più annuali perché il mercato lo fa la richiesta, non l’ offerta?!?! Ma ne sei certo, sei proprio sicuro?! Le soluzioni non partono dalle metropoli! Guarda in alto, cosa e come gira sulle nostre teste. Ma anche sulle teste dei ceceni, dei malesiani, dei cileni, dei canadesi, ecc. Area C, tipo Milano, non fa più la storia se non con i monopattini elettrici!! Lì cala…, certo. Giusta la fantasia ma quando si cresce, purtroppo bisogna lasciarla da parte, se non altro perché non nutre.

  2. @fabio:

    resto della mia idea.
    gia che ci siamo ti faccio presente che sono già in uso\sperimentazione decine di camion da cava totalmente a guida autonoma,SENZA NEMMENO UN CONDUCENTE A CONTROLLARLI,ma solo un addetto per le modifiche di percorso all’interno della cava.

    e nel momento in cui parliamo,ci sono migliaia di auto e camion da trasporto a guida autonoma, che stanno facendo decine di migliaia di chilomentri AL GIORNO
    di sperimentazione,nelle strade europee australiane e americane.

    per adesso stanno ancora guidando con un conducente di emergenza che controlla e sovraintende,
    me presto,MOLTO presto
    arriverà prima l’autorizzazione alla guida semiautonoma (cioè l’auto potrà andare da sola per brevi tratti (per esempio in autostrada e superstrada) SENZA che il conducente debba mostrarsi “vigile & attento” toccando il volante ogni trenta o quaranta secondi

    e poi quando avranno una sufficiente statistica a prova dell’affidabilità del mezzo e della sua programmazione,
    diventerà totalmente autonoma su richiesta….

    e di li ad essere indipendente da un autista o meno,ci passa un amen.

    (per chiarire come è già ADESSO,è di pochi mesi fa la notizia di una tesla fermata in autostrada…
    dove a bordo non c’era NESSUNO SVEGLIO: dormivano tutti,guidatore compreso)

    quindi ti suggerisco di dare una buona occhiata in giro,la prossima volta che vai nel traffico:
    e dimmi…quanti di quelli che vedi nelle altre macchine,non apprezzerebbero leggersi il giornale o
    consultare la rete anzichè bestemmiare per la fila?

    il discorso è tutto lì.

    e se a questo ci aggiungi i tre o quattro mila euro che ti tieni in tasca ogni anno,
    se la macchina non ce l’hai….
    a fronte del meno di mille che ti costerà spostarti con un taxi autonomo
    (per tragitti inferiori ai dieci km,probabilmente andremo sotto un euro a tratta)
    il che vuol dire per il classico dipendente da 220gg lavorativi,
    440 euro di spostamenti A\R per il lavoro
    e altri 560 (ovvero 280 A\R,ancora)
    a disposizione per se stessi

    e aggiungi ANCHE tutte le rogne che NON hai non avendo la macchina
    (prima fra tutte il costo di acquisto e mantenimento,ma anche i parcheggi)

    capisci anche tu che la strada è quella.

    e no…
    non ha senso che ti compri una macchina privata che costa un’ira di dio,
    quando a bassissimo prezzo e a larga disponibilità ci sarà l’alternativa pubblica.

    e l’alternativa pubblica ci sarà ad un livello tale che quasi sicuramente scompariranno anche autobus e metropolitane,per la diluizione degli utenti che non avranno più necessità di concentrarsi nelle tratte,negli orari….
    e nelle fermate,delle linee classiche:

    quando i costi saranno quelli che dico (e ci arriveranno,sicuramente)
    diventerà piu conveniente,comodo,sicuro e igienico…
    per tutti,farsi arrivare a richiesta l’auto sotto casa,anzichè andare alla fermata dell’autobus
    e doverlo pure condividere con il bestiario che gira adesso nei mezzi pubblici.

    • Resta pure della tua idea e così tanti altri… L’ importante è che pagate con i soldi vostri! Chiaro?!?! Non arrivereste manco al monopattino!!

  3. …..
    @Fabio Crociato:

    io non capisco…
    che ha a che fare quello che ho scritto io con quello che dici tu?
    va bene polemizzare,ma almeno accertati di leggere
    e capire quello di cui stiamo parlando.

    • Non posso farti qui un corso di economia ma vorrei che comprendessi che tutto ciò che acquisti di tecnologico ha incluso nel prezzo, sempre ingiustamente assai salato, anche il costo della ricerca e sviluppo nella innovazione (specie come la intendi tu), del prodotto futuro!!. Sostanzialmente oggi scaricano tutti i costi, i rischi, gli errori futuri sulla clientela (mondo finanziario complice ed istigatore). Una volta, una certa etica non consentiva di fare questo, quantomeno per una questione di equilibrio politico-sociale. Sostanzialmente critico la tua disponibilità a “sognare” senza pensare a chi paga. Perché, diversamente da quanto mi sembra tu ipotizzi, l’ offerta è in mano ai più forti. Quindi la domanda è succube.
      Ho apprezzato molto alcuni tuoi spunti sul individuo, sulle questioni familiari, sui rapporti uomo-donna e quindi mi sono permesso di “stopparti” un po’ su altro tema nel quale penso di poter anch’io suggerire maschilmente.

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