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Ottawa, 1 nov – Il primo ministro canadese Justin Trudeau fa marcia indietro sui clandestini e prepara una stretta sull’immigrazione. Al bando quindi il buonismo che ha contraddistinto la politica di Trudeau e via libera a un piano di rimpatri per gli immigrati irregolari. Obiettivo? Guadagnare consensi in vista delle prossime elezioni.
La linea buonista di Trudeau, infatti, stando ai sondaggi non ha pagato e il premier vede il suo gradimento in netto calo. Le elezioni del 2019 sono vicine, e quindi per rimanere in sella urge ascoltare il malcontento degli elettori che sono evidentemente stanchi di una situazione in cui l’accoglienza indiscriminata ha portato al collasso il Paese.
Da quanto trapela da alcune mail di un funzionario dei servizi di frontiera canadesi, il piano del governo Trudeau è quello di espellere circa 10mila persone all’anno, aumentando così del 35% la quota di rimpatri degli ultimi anni. Destinatari dei provvedimenti saranno tutti coloro che si sono visti negare la domanda di asilo e che non hanno alcun requisito quindi per ottenere la protezione umanitaria.
E se fa tanto scalpore la decisione del presidente americano Donald Trump di incrementare i poliziotti alla frontiera per fermare la carovana di quanti dal centro America si stano dirigendo negli Stati Uniti, non dovrebbe destare minore stupore quanto ha in serbo Trudeau. Il paladino dell’accoglienza, infatti, ha stanziato 7,5 milioni di dollari per assumere nuovi agenti della polizia di frontiera, autorità incaricata delle espulsioni. Secondo quanto riportano i media canadesi il governo ha così motivato il cambio di passo nei confronti del problema immigrazione: “La situazione è insostenibile. Sul territorio nazionale vi sono ancora 68mila stranieri privi dei requisiti per ottenere lo status di rifugiati e già oggetto di provvedimenti di espulsione. Per riportare in tempi rapidi nelle nazioni di origine tutte queste persone è necessario stanziare risorse consistenti a vantaggio della polizia di frontiera. Grazie al piano predisposto in questi giorni dal governo sarà possibile registrare, già alla fine dell’anno, un notevole aumento delle espulsioni”.
Sempre secondo la stampa di Ottawa ci sarebbero 18 mila persona in attesa di essere rimpatriate perché si sono viste negare la domanda di asilo. Finora quest’anno gli espulsi da Canada sono stati 6.083, rispetto a un totale di 8.472 nel 2017 e di 18.987 nel 2012. Ma l’anno non è ancora finito.
Anna Pedri 



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