Roma, 10 set – Donald Trump è un uomo coerente: nel cambiare continuamente idea. Dopo aver sostenuto militarmente i curdi, garantendo loro la copertura dei bombardamenti aerei per conquistare terreno in Siria, gli ha voltato le spalle spianando la strada all’intervento turco contro di loro. Accortosi subito dopo che Erdogan fa sul serio, e non ci voleva certo la sfera di cristallo, ha iniziato a minacciare il governo di Ankara: “Dirò di colpire la Turchia molto duramente finanziariamente e con sanzioni, se non rispetta le regole! Sto seguendo la situazione da vicino”.


L’indignazione globale

L’umorale presidente Usa ha, come di consueto, provveduto a lanciare il suo monito via Twitter. Stavolta però il suo social preferito rischia di rivelarsi un boomerang, perché il modus schizofrenico di Trump viene sempre più a galla. Ci sono poi altri due fattori che con tutta evidenza il presidente americano ha sottovalutato, in preda probabilmente alla sua ansia da direttiva personalissima: la reazione globale al probabile massacro curdo e l’opposizione interna al suo ambito disimpegno in Medio Oriente. Sì perché da una parte la sinistra mondiale mostra di indignarsi con una certa facilità quando di mezzo ci sono le cause “nobili” di certi popoli (si arrabbia molto meno quando al contrario ad essere attaccati sono i popoli “brutti e cattivi” per antonomasia).

L’opposizione interna

Dall’altra parte i repubblicani statunitensi, a parte i più isolazionisti, non amano troppo la ritirata invocata da Trump. Così adesso Washington rischia di perdere ulteriormente credibilità, cosa che tra l’altro da un po’ di anni a questa parte gli stava già riuscendo a sufficienza. E il presidente Usa mostra di avere molte idee ma tutte confuse e piuttosto superficiali. “La Turchia ha in programma di attaccare i curdi da molto tempo. Non abbiamo soldati o militari vicino all’area di attacco. Sto cercando di porre fine alle GUERRE INFINITE”, scrive ancora Trump su Twitter.

L’incertezza di Trump

“Parlando con entrambe le parti. Alcuni vogliono che mandiamo decine di migliaia di soldati e ricominciare una nuova guerra. La Turchia è un membro della NATO. Altri dicono: STATE FUORI, lasciate che i curdi combattano le proprie battaglie (anche con il nostro aiuto finanziario)”, ha scritto ancora il tycoon prima di minacciare Erdogan di sanzioni “se non rispetta le regole”. Non è dato sapere quali siano queste regole, visto che l’attacco contro i curdi è partito grazie al placet implicito dello stesso Trump.

Eugenio Palazzini

3 Commenti

  1. “Testa di canapa” ama fare il fracasso con un paese lontano geograficamente dagli USA ma geograficamente vicino a noi.
    In caso di crisi so volatili per diabetici per noi!

  2. 1000 volte Trump, un presidente americano che invoca basta guerre e installare governi finti come fatto dalle precedenti amminstrazioni. Cambiare idea nobn e’ sintomo di insicurezza come lasciate intravedere, a volte e’ stategia, come con la Cina. Se siete cosi ingenui come il mainstream studio aperto a dipingerlo ancora come uno che si trova la per caso, avete sbaliato tutto . Vi suggerisco di occuparvi del pietoso teatrino all’italiana e di Latina

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