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Fort Myer, 22 ago – Trump Cambia idea sull’Afghanistan. Lo ha detto lui stesso in diretta tv dalla base militare di Fort Myer, in Virginia, leggendo un discorso di 25 minuti accuratamente preparato dai suoi consiglieri militari, il generali McMaster, capo del National Security Council, e Mattis, alla Difesa. “Il mio istinto originario era di ritirarci” ha annunciato Trump “E in generale, mi piace seguire i miei istinti. Ma per tutta la vita ho sentito dire che le decisioni sono molto diverse, quando ti siedi nello Studio ovale”, precisando che gli Stati Uniti sono intenzionati a chiudere in maniera vittoriosa la guerra che in Afghanistan dura da 16 anni.

Tornare a casa ora, per Trump, ha il sapore della sconfitta e inoltre: “Le conseguenze di un’uscita rapida sono prevedibili e inaccettabili. Un ritiro affrettato creerebbe un vuoto che i terroristi, tra cui l’Is e i Talebani, riempirebbero immediatamente”.

“Non darò dei numeri sui militari che saranno mandati, né quando saranno mandati. Ci guideranno le condizioni sul terreno. Non faremo così sapere ai nostri avversari i nostri attacchi”. Ciononostante qualche ora prima del suo intervento Fox News si era già sbilanciata. E lo aveva fatto citando un alto dirigente della Casa Bianca, e riferendo che in Afghanistan arriveranno altri 4mila soldati, in aggiunta agli 8.400 già di stanza.

In sostanza, quindi, Trump per la politica estera in Asia centrale si è affidato ai suoi generali, dando maggiori poteri ai comandanti delle truppe presenti al fronte. Inoltre il tycoon evita di fornire riferimenti temporali, strategia definita “controproducente”, e preferisce parlare di una lotta al terrorismo che semina violenza e caos nel Paese. Sono lontani i tempi dell’esportazione della democrazia Made in Usa, e Trump ammette che il suo obiettivo è vincere: i nostri nemici, l’Isis, al Qaeda, i Talebani, insomma tutto quello che minaccia l’America. Per Trump è giunta l’ora di lavorare “con gli alleati e i partner per proteggere i nostri interessi comuni. Non chiederemo ad altri di cambiare il loro modo di vivere, ma perseguiremo obiettivi che consentano ai nostri figli di vivere vite migliori”.

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