Il Primato Nazionale mensile in edicola

Washington, 25 feb – La campagna per le elezioni presidenziali Usa del 2020 è già entrata nel merito di uno dei suoi dibattiti più accesi e controversi. Il presidente Trump ha infatti annunciato pochi giorni fa il taglio dei finanziamenti federali a tutte le organizzazioni sanitarie che forniscono informazioni su come e dove si pratica l’aborto.



L’industria dell’aborto che sostiene la Clinton

E’ difficile pensare che questa mossa di Trump non sia finalizzata al mettere in ginocchio, nello specifico, l’associazione che pratica e promuove aborti Planned Parenthood, privandola di milione di dollari di fondi. La società in questione si occupa da sempre di interruzioni di nascite e nel settore è leader e con ben 20 milioni di dollari ha finanziato la campagna elettorale di Hillary Clinton. Sotto la sua bandiera sono riunite 59 imprese affiliate, per un totale di quasi 700 cliniche sparse in tutti gli Stati Uniti. La multinazionale diede esplicito appoggio a Barack Obama, e gode di finanziamenti pubblici per mezzo miliardo di dollari (528 milioni solo l’anno scorso, su un incasso totale di 1,3 miliardi). Negli anni, molte ombre sono state gettate sulla gestione e organizzazione della società. Dopo la decisione, come scrive il Catholic Herald, si prevede che Planned Parenthood verrà spogliata di circa 60 milioni di dollari. Il capogruppo repubblicano alla Camera, Steve Scalise, ha apprezzato il fatto che «molte organizzazioni sanitarie non dovranno più mortificare i propri principi pro-life per ricevere finanziamenti governativi».

Black Brain

Lo scontro con i dem

Come prevedibile, l’Associazione medica nazionale che rappresenta la comunità afro-americana è andata subito sul piede di guerra: si teme infatti che il drastico taglio di fondi a Planned Parenthood si tradurrà in una perdita di servizi sanitari per oltre un milione di donne. E’ in atto ora una vera e propria guerra combattuta a colpi di azioni legali contro l’amministrazione Trump da parte di organizzazioni pro-aborto e non solo. Dal momento che la legge proibisce l’utilizzo di fondi pubblici per praticare l’aborto, queste organizzazioni dovranno ora operare in maniera trasparente, operando una distinzione tra servizi sanitari e abortivi. Inoltre non potranno fornire informazioni su dove poter ottenere l’aborto. Una regola già introdotta nel 1988 dall’allora presidente repubblicano Ronald Reagan e che venne poi eliminata dal democratico Bill Clinton nel 1993.

Cristina Gauri

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

Articolo precedenteLe Iene ora ci fanno lezione di antirazzismo. Sfruttando i bambini
Articolo successivoMondo di mezzo, Alemanno condannato a sei anni per corruzione
Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

2 Commenti

  1. Bene Donald. È allucinante che nel 2019 sia prevista la pena di morte per degli innocenti e si escluda a priori tale pena per i colpevoli, anche di crimini efferati.

Commenta