Milano, 9 mag – Soli, isolati ma determinati. A creare il caos. La coppia Netanyahu-Trump ha dato nuovamente spettacolo sulla scena internazionale. L’uscita dall’accordo per il nucleare iraniano, decisa da Bibi e prontamente approvata da Donald dopo una serie di sketch cabarettistici (vedi conferenza tv del primo ministro israeliano con tanto di plastici alla Bruno Vespa), avvicina il Medio Oriente alla guerra.

Uno scherzo da ragazzi, verrebbe da dire, visto che basterebbe alimentare l’incendio che sta divorando da sette anni la Siria. Intanto i due si sono portati avanti. Israele bombarda ormai con regolarità Damasco e dintorni colpendo presunti siti iraniani.

Per dare maggior sfogo alla sua paranoia Netanyahu ha fatto aprire i rifugi anti-aerei nel nord di Israele evocando imprecisati attacchi degli iraniani. Una fissazione quella di Bibi per l’Iran che risale al 2012. È da allora che chiede ininterrottamente interventi armati agli Stati Uniti per fermare il “pericolo” iraniano. Ma se con Obama non aveva ricavato nulla, anzi l’ex Presidente USA aveva ottenuto il maggior successo internazionale della sua politica con l’accordo nucleare, oggi le cose sono cambiate a tutto vantaggio di Israele,o meglio delle ossessioni dell’attuale governo israeliano.

L’indecifrabile, soprattutto in politica estera, Trump ha infatti totalmente e acriticamente sposato la politica di Tel Aviv. Tre sembrano le ragioni che hanno mosso Trump alla rottura con Teheran: ribaltare tutte le mosse di Obama in abito interno (leggasi Obamacare) e internazionale (leggasi Iran), ritenere di incontrare il favore dell’opinione pubblica americana sempre più anti islamicae vendicare l’affronto khomenista del 1979 con il sequestro di cittadini americani.

E dunque una visione di piccolo respiro che si sposa esattamente con quella di Netanyahu, il cui unico scopo è impedire la nascita di un concorrente nucleare nella regione a qualunque costo. Anche a rischio di una guerra che andrebbe a coinvolgere i tantissimi attori in campo diventando così “mondiale”.

Curioso che Trump mentre cerca la pace con la Corea del Nord che possiede testate atomiche vuole fare la guerra all’Iran che non le ha. Le conseguenze di questa mossa si annunciano devastanti e incentiveranno la corsa agli armamenti. La morale statunitense, infatti, è che chi ha un deterrente nucleare non viene attaccato, chi non ce l’ha rischia. Una spirale che non renderà il mondo più sicuro a partire dal Medio Oriente.

Pino Martini

 

 

 

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2 Commenti

  1. 2 agosto 2013
    Teheran “Israele è un corpo estraneo che deve essere sradicato”. A dirlo non il presidente uscente dell’Iran, Mahmoud Ahmadinejad, ma il nuovo Hassan Rohani.

    Spero per te che ti paghino bene per scrivere idiozie in questa maniera. Chi ti finanzia emissari di Al Thani?
    Del resto stanno pagando un bel po’ di gente, hai visto mai…

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