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New York, 26 set – “Oggi sono davanti all’Assemblea generale delle Nazioni unite per condividere il progresso straordinario che abbiamo fatto. In meno di due anni la mia amministrazione ha raggiunto più di quasi nessun’altra amministrazione nella storia del nostro Paese”. Parola di Donald Trump. Peccato che la platea di fronte a lui gli rida in faccia. Quando il presidente americano ha pronunciato questa frase, all’Assemblea Generale dell’Onu, gli astanti hanno fatto seguire un mormorio ridanciano. Lui se n’è accorto e ha ribattuto: “Bene. Non mi aspettavo questa reazione, ma ok”.
Ma Trump non si è lasciato scalfire dalle risate che hanno accolto il suo discorso ed è passato oltre, ignorando il fatto che in quaranta minuti di discorso solo la first lady Melania abbia applaudito alle sue parole. Lui è andato dritto al punto del suo discorso, e se lo scorso anno il nemico da combattere era la Corea del Nord, oggi elogiata, quest’anno bisogna combattere l’Iran, e in seconda battuta la Cina, che deve stare attenta nelle sue distorsioni di mercato, e nei confronti della quale sono già stati imposti 200 miliardi di dazi.
Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti aiuteranno “solo i Paesi che ci rispettano”, perché “la libertà sopravvive solo in paesi dove regna la sovranità e l’indipendenza”. Ma è l’Iran la vera ossessione del tycoon, che afferma di non vedere l’ora di avere grandi relazioni con Teheran, ma che al momento la cose sembra impossibile perché a suo dire gli ayatollah appoggiano il terrorismo. Un refrain che da tempo risuona dalle parti di Tel Aviv e che sembra aver convinto anche la Casa Bianca. Per questo Trump ha dichiarato che Washington ha già pronta un nuovo pacchetto di sanzioni, che hanno l’obiettivo di isolare totalmente l’Iran. Una misura a cui il presidente iraniano Hasan Rohani ha risposto affermando che gli Stati Uniti stanno compiendo atti di terrorismo economico, e vogliono rovesciare il governo di Teheran.
Anna Pedri
 
 
 
 

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