Roma, 25 giu – Pretendere che un presidente degli Stati Uniti conosca a menadito la storia dell’Iran è forse troppo, tanto più se questo presidente non è celebre per la sua erudizione. Aspettarsi che conosca il nome dell’attuale Guida Suprema della Repubblica islamica è però semplicemente scontato, tanto più se questo presidente annuncia di volerla combattere a suon di sanzioni. Know your enemy, direbbero oltreoceano e oltremanica. Donald Trump invece il suo nemico con tutta evidenza non lo conosce, visto che è riuscito a sbagliarne il nome nel suo discorso alla Casa Bianca in cui ha annunciato, appunto, nuove sanzioni contro l’ayatollah Ruhollah Khomeini. Non un errore veniale, visto che Khomeini è morto nel 1989 e l’attuale ayatollah iraniano è Ali Khamenei.

Fiero comunque della sua invettiva, Trump ha pure pubblicato il video su Twitter, innescando inevitabilmente una bufera social, con gli utenti che hanno spaziato dall’ilarità all’indignazione. “Non cerchiamo un conflitto, ma Teheran la deve smettere di sponsorizzare il terrorismo”, ha tuonato il tycoon. Anche in questo caso sarebbe da far notare al presidente americano che sono ben altre le nazioni che sostengono i terroristi e giusto qualcuna va d’amore e d’accordo proprio con gli Stati Uniti. Secondo Trump però “con le sanzioni rispondiamo all’episodio del drone” statunitense, abbattuto secondo Washington nello spazio aereo internazionale e secondo Teheran nei cieli iraniani.

Gaffe e nemici

Diatriba sull’episodio a parte, l’unica cosa certa è che il presidente Usa si conferma una garanzia di gaffe a profusione. E non sono propriamente quisquilie se ci atteniamo al monito di Sun Tzu, che nel citatissimo ‘L’arte della guerra’ avvertiva: “Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia.” Chissà se Trump conosce almeno se stesso.

Eugenio Palazzini

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