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Inauguration DayWashington, 20 gen – Minacce, manifestazioni organizzate per contestarlo, media affannati nel bollarlo già come “il Presidente meno popolare della storia americana”, artisti e stars mainstream sul piede del boicottaggio. Tutto questo lasciava già intendere che l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca non sarebbe stato un banale deja vu, se non altro per quanto riguarda il dispiegamento di forze dell’ordine. Sembrava chiaro che non sarebbe stata una passeggiata di salute, soprattutto per le casse dello Stato. E invece contrordine americani, la previsione di spesa per l’attesissima giornata di oggi ammonta a 100 milioni di dollari. Cifra sicuramente considerevole, eppure dimezzata rispetto a quanto sborsato da Washington per l’insediamento di Barack Obama. Il primo discorso del presidente uscente costò nel 2009 circa 170 milioni di dollari, 190 odierni secondo il calcolo dell’inflazione, 100 dei quali spesi interamente dal governo federale per la sicurezza. Un giorno di Trump è quindi già costato la metà di un giorno di Obama, alla faccia dei persistenti tentativi di attacchi alzo zero dei detrattori.

Per l’Inauguration Day sono attese nella capitale statunitense centinaia di migliaia di persone ma i contestatori sembrano concentrati soprattutto per la giornata di domani, quando si terrà la Women’s March contro il neo presidente. Un copione, questo si, già visto e che alla fine sortirà sonore risate in casa del tycoon. Intanto tutto è pronto per una cerimonia storica che risale ai tempi di George Washington, articolata in cinque fasi: giuramento, discorso inaugurale, pranzo, parata e balli. Infine tutto si sposterà al Lincoln Memorial per il concerto di benvenuto, contrassegnato dallo slogan ormai celebre: “Make America Great Again”.

Il più breve discorso inaugurale di un presidente americano fu quello pronunciato per il secondo mandato da George Washington e Trump ha dichiarato che seguirà quello stile. Alla cerimonia saranno presenti anche Bill Clinton e la consorte sconfitta dal tycoon. Mentre una trentina di deputati democratici ha annunciato che non parteciperà all’Inauguration Day, in classico stile democratico appunto. Nessun nome celebre invece salirà sul palco del concerto, lo stesso Andrea Bocelli più volte dato come sicuro presente non ci sarà. Le imponenti misure di sicurezza saranno poi focalizzate sui contestatori, tra i quali spiccano quelli in salsa black bloc, il nome DisruptJ20 (metti a soqquadro il 20 gennaio) è già tutto un programma. Oltre alla ciliegina sulla torta inaugurale: i pro cannabis, contestatori versione hippy del terzo millennio che hanno annunciato di voler distribuire in piazza 4200 spinelli. Carnevale non è poi così lontano.

Eugenio Palazzini

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5 Commenti

  1. Evviva Donald Trump, con lui finalmente le cose cambieranno in meglio, ho appena finiti d’ascoltare il discorso inaugurale e devo dire che nessun altro presidente mi ha mai emozionato come lui, Trump e’ un uomo sincero, leale verso tutti I cittadini e vuole veramente fare solo il meglio per l’America….speriamo che glielo lascino fare.

  2. No Jean sono italiano, non vivo in Italia ma penso che con Trump tutte le nazioni del mondo dovrebbero tirare un sospiro di sollievo per aver evitato una quasi sicura guerra atomica con la Russia, basterebbe solo questo, poi per il resto si vedra’…ma sono ottimista.

    • Sul fatto che la Clinton rappresentasse il peggio siamo d’accordo ma l’esaltazione di alcuni, che dovrebbero far parte di una determinata area, per un presidente degli USA proprio non la capisco.

      Jean

  3. Le Pen a casa di Trump a prendere ordini dal PResidente Usa (dai suoi assistenti). Spettacolo ….meglio di Alleanza Nazionale. Ora serve solo togliere eliminare la Ue e siamo a cavallo!

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