Roma, 22 feb – Le truppe russe entrano nel Donbass per “il mantenimento della pace” dopo il riconoscimento delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk da parte di Vladimir Putin: per l’Onu è “invasione illegale dei territori dell’Ucraina”. L’obiettivo di Mosca è dunque raggiunto. Kiev dal canto suo chiede che Putin “cancelli il riconoscimento” delle repubbliche separatiste: “Violati i nostri confini, non cederemo niente“.

Putin invia le truppe nel Donbass per “il mantenimento della pace”

Ieri, nel suo discorso sul riconoscimento delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, Putin ha avvertito Kiev. “Ogni aggressione militare deve cessare immediatamente: non possiamo continuare a sopportare questo continuo spargimento di sangue“. Così il presidente russo prima di firmare l’atto formale del riconoscimento. Ieri infatti si sono intensificati gli attacchi da parte delle forze ucraine nei territori separatisti. Motivo per cui Mosca ha deciso di riconoscere le due repubbliche (ora di fatto alleate) e di inviare le truppe per proteggerli da Kiev.

Zelensky: “Confini Ucraina resteranno gli stessi”

I confini internazionali dell’Ucraina resteranno gli stessi“, afferma il presidente ucraino Voldymyr Zelensky, in un discorso alla nazione. Ma ovviamente, delle due l’una: Putin probabilmente non intende invadere l’Ucraina (che però non deve entrare nella Nato) ma di certo non cederà sul Donbass, ripetendo lo schema già adottato con la Crimea. Scoppierà la guerra? Secondo le stime, la supremazia militare russa è di un rapporto di sei a uno rispetto alle truppe di Kiev.

Russia all’Onu: “Rimaniamo aperti alla diplomazia”

Dal canto loro, Stati Uniti e Unione europea hanno condannato la decisione della Russia e hanno annunciato sanzioni. Il presidente Usa Joe Biden ha già firmato l’ordine esecutivo che vieta nuovi investimenti, attività commerciali e finanziarie nel Donbass. Ma Mosca non rinuncia alla soluzione diplomatica. Nella notte infatti si è tenuta una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu. “Rimaniamo aperti alla diplomazia”, ha dichiarato l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite. “Siamo impegnati per la strada diplomatica ma siamo sulla nostra terra, non abbiamo paura di niente e di nessuno. Non daremo via niente a nessuno”, è stata la replica dell’ambasciatore ucraino all’Onu. Importante la dichiarazione della Cina, che ha chiesto “a tutte le parti interessate di esercitare moderazione. Tutti i Paesi dovrebbero risolvere le dispute con mezzi pacifici in linea con la carta delle Nazioni Unite”.

Usa e Ue pronti a nuove sanzioni contro Mosca

Cosa succede ora? Putin nel suo discorso pubblico ha detto che la Russia saprà reagire alle più che scontate sanzioni. L’Ucraina ovviamente chiede l’aiuto dell’Europa e degli Usa. Il presidente Zelensky afferma convinto di “aspettarsi chiare ed effettive misure di sostegno da parte dei nostri partner”. Le azioni russe per il riconoscimento delle repubbliche separatiste, sottolinea, rappresentano “una violazione della sovranità e dell’integrità territoriale”. Inutile dire che un intervento militare nel Donbass scatenerebbe un conflitto su larga scala. Stati Uniti e Ue si limiteranno alle sanzioni.

Lavrov conferma di voler incontrare Blinken

Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov conferma di essere pronto a incontrarsi con il segretario di Stato Usa, Antony Blinken. Lo rende noto la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. Come è noto, un incontro tra Blinken e Lavrov è previsto per giovedì a a Ginevra.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. IDIOTI SENZA CERVELLO.

    si sapeva da decenni che la russia NON avrebbe accettato un avvicinamento della nato ai propri confini,
    e sono andati avanti lo stesso,
    fomentando il golpe di piazza maidan,rovesciando il governo precedente che era filo russo e installandone uno fantoccio utile ad agganciare l’ucraina alla ue e alla nato.

    cosa si aspettavano che succedesse,continuando a soffiare sul fuoco?
    era ovvio che andava a finire in vacca:
    e dirò di più:
    se non si svegliano fuori,andrà a finire che vedremo un ricostituirsi della vecchia unione sovietica…
    – con tanto di rioccupazione delle repubbliche ex sovietiche –
    però AGLI STEROIDI,
    visto che questi imbecilli stanno pure spingendo la russia tra le braccia della cina:
    è questo che vogliono?

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