Roma, 24 nov – Elmi, armature, possenti scudi. E poi via, in formazione a testuggine, leggendario schieramento che richiedeva addestramento continuo, coordinamento e disciplina ferrea. Le legioni romane hanno plasmato l’arte della guerra a tal punto da essere ancora studiate, spesso con punte di invidia, dagli eserciti di mezzo mondo. Se vogliamo però, ancor più sofisticati erano l’equipaggiamento e le armature a disposizione della cavalleria romana, gli equites. Prova ne è lo straordinaria scoperta di una maschera facciale di ferro, presumibilmente indossata da un cavaliere esperto dell’Impero circa 1.800 anni fa.



La maschera di ferro, ovvero la potenza dell’Impero

Ritrovata – insieme ad altri preziosi reperti di epoca romana – nella Turchia centro-settentrionale durante gli scavi di una struttura fortificata nell’antica città di Adrianopoli, nei pressi dell’odierna Eskipazar, nella provincia di Karabuk. Come precisato dagli archeologi della locale università, questa maschera di ferro testimonia la presenza della prima base militare romana nella regione del Mar Nero occidentale e l’influenza nell’Impero in questa area all’inizio del III secolo d.C..

Nella zona dove sorgeva Adrianopoli, altrimenti nota con i nomi di Cesarea e Proseilemmene, gli scavi vanni avanti dal 2003. Qui è stato rinvenuto un tesoro archeologico di inestimabile valore: 14 strutture fra cui due terme, un teatro, una villa, la piazza centrale e una nicchia monumentale. Fino all’ultima perla riemersa dal glorioso passato romano: la maschera di ferro.

Nel Mar Nero, a difesa di Roma

“Sebbene non sia stato possibile determinare la funzione della struttura pianificata quadrata, abbiamo ottenuto dati per effettuare alcune stime. Questi indicano che l’edificio a pianta quadrata era legato ai militari. Durante questi scavi sono stati portati alla luce anche piccoli reperti. La maschera di ferro che abbiamo trovato è un accessorio indossato dai cavalieri romani per proteggere i loro volti”. A spiegarlo all’agenzia di stampa turca Ihlas News Agency, è Ersin Çelikbaş, docente del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Karabuk.

“La presenza militare romana era sconosciuta in questa geografia interna della regione occidentale del Mar Nero. Con questi studi che abbiamo fatto – dice ancora il professore – è molto probabile che l’Impero Romano abbia stabilito qui una base militare. La ragione principale per stabilire una base militare qui è ottenere un’area di difesa frontale che prevenga ogni tipo di pericolo dall’est e dal Mar Nero. Pertanto, possiamo dire che Adrianopoli è una delle importanti città di difesa di Roma”.

Eugenio Palazzini

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