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Strasburgo, 14 dic – Questa mattina Strasburgo si è svegliata più sollevata: l’attentatore dei mercatini di Natale, Cherif Chekatt, è stato ucciso ieri sera nel corso di un blitz delle forze speciali. Contrariamente a quanto si pensava, il killer è sempre rimasto in città da quando ha compiuto l’attentato. Niente fuga in Germania, né in Italia, come si lasciava intendere.
Era nascosto in un magazzino situato in località Plaine des Bouchers, nel quartiere di Meineau, non lontano da Neudorf, dove aveva fatto perdere le proprie tracce martedì sera, e dopo che aveva costretto un tassista ad accompagnarlo. Nel quartiere si pensa che Chekatt avesse degli appoggi e che abbia trovato qualcuno che gli ha curato la ferita al braccio riportata nella sparatoria con la polizia seguita all’attentato.
A notare Chekatt a Meineau è stata una passante, che dopo aver incontrato il killer per strada e averlo riconosciuto ha subito avvertito la polizia. Quindi il blitz in rue Lazaret. Chekatt era armato, di coltello e pistola, e per primo ha aperto il fuoco contro i poliziotti al loro arrivo. I poliziotti hanno risposto e il killer è rimasto ucciso.
Ovazione tra i cittadini per l’operazione di polizia, avvenuta in una zona protetta da transenne. La gente presente, da dietro gli sbarramenti, ha seguito il blitz e al termine ha applaudito. Poco dopo la morte dell’attentatore l’Isis ha rivendicato l’attentato al mercatino di Natale e ha dichiarato che Cherif Chekatt “è un soldato dello Stato islamico” che ha risposto alla richiesta di “colpire obiettivi della coalizione”. In casa di Chekatt, nella perquisizione in cui il terrorista avrebbe dovuto essere arrestato, è stato rinvenuto un testo che inneggia alla jihad. Suo fratello, inoltre, è stato arrestato in Algeria, dove si era trasferito poco prima dell’attacco. Ance lui era ritenuto un soggetto a rischio.
Anche se Strasburgo sembra abbia voglia di tornare alla normalità, con il mercatino di Natale che oggi dovrebbe riaprire, il presidente dell’Europarlamento che ha sede a Strasbrugo, Antonio Tajani, ha dichiarato: “Non bisogna abbassare la guardia, il pericolo non è finito”, e ha aggiunto che il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione in cui si sottolinea l’importanza di stilare una lista degli Imam che predicano la violenza, del monitoraggio dei flussi finanziari che sostengono l’attività terroristica, dando maggiori poteri alla procura europea, perché ostacoli l’attività dei terroristi su Internet”.
Il bilancio dell’attentato di martedì sera è di 3 morti e 13 feriti, di cui sei in modo grave. Tra questi anche Antonio Micalizzi, il giornalista italiano che sta lottando tra la vita e la morte. È in coma dopo che un proiettile lo ha colpito alla testa e non è operabile. Per lui ieri i medici hanno affermato che saranno decisive le prossime 48 ore, al termine delle quali dovranno decidere se staccare o no la spina che lo tiene in vita.
Anna Pedri  
 
 



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