Roma, 3 mar – La situazione in Ucraina dal punto di vista militare acquisisce giorno dopo giorno nuovi elementi di analisi. Al momento possiamo analizzare l’andamento dell’invasione russa basandoci sullo spostamento delle truppe, sugli obiettivi strategici dichiarati e conquistati, e infine sulle battaglie di campo e sulla resistenza ucraina. Come riportato in un articolo di ieri qui sul Primato, i fronti della guerra sono 4. Guardiamo la mappa infografica.

Guerra in Ucraina, l’andamento della guerra: il fronte nord

Fronte nord: l’avanzamento delle truppe russe partite dalla Bielorussia
non avanza al ritmo verosimilmente sperato da Mosca. La situazione a
Kiev rimane “difficile ma sotto controllo” così come scritto dal sindaco
Vitali Klitscho. Dalle fonti dell’intelligence britannica, particolarmente attiva sul campo, abbiamo informazioni che riferiscono di come le truppe russe siano ferme a circa 30 km da Kiev. Bisogna evidenziare che ciò è dovuto a più fattori:

1) Innanzitutto la risposta della città che si difende strenuamente ed eroicamente sia con le truppe regolari che con i volontari.

2) Mosca non può rischiare di uccidere civili in quantità numerosa per via della mobilitazione internazionale che ne scaturirebbe, quindi l’avanzata è fermata dal rischio di creare un’ecatombe.

3) L’esercito ha distrutto molti ponti di collegamento della città sul fiume Dnepr, quindi l’accerchiamento da est risulta meno efficace.

4) Inoltre l’esercito russo tiene bloccato l’esercito ucraino nella capitale. La presa della stessa significherebbe un passaggio irrimediabilmente verso la vittoria della Russia che a quel punto potrebbe mettersi al tavolo delle trattative con la possibilità di avere dalla sua una vittoria, a quel punto, schiacciante. L’Ucraina lo sa e non può permettersi troppe distrazioni da Kiev.

Sempre relativamente al fronte nord va però ricordato che la Russia ha già conquistato, come noto, la centrale nucleare di Chernobyl: le centrali di produzione energetica come vedremo sono tra i principali obiettivi. Inoltre, da notare, uno spostamento ad ovest degli attacchi russi che ieri hanno colpito le città di Zhytomyr e Lutsk. Missili sono arrivati anche a Lviv (Leopoli). La strategia in tal senso è quella della guerra totale, per avere l’esercito ucraino impegnato su tutto il territorio, oltre al fatto di rendere rischioso l’arrivo degli aiuti militari dalle nazioni che li hanno promessi.

Il sorprendente fronte est

Fronte est: è senz’altro il fronte che sorprende di più. Appare anche a semplici analisti come noi, quello che i russi davano per scontato che avrebbero conquistato con maggiore facilità. Le città, nonostante una grande presenza russofona, tengono strenuamente la posizione. Lo si è visto a Sumy, lo si è visto a Konotop che, accerchiata, ha avuto addirittura il tempo di fare un “referendum di piazza” dove viene riportato che la popolazione presente ha aderito all’unanimità all’appello del sindaco a resistere all’esercito nemico. Ma soprattutto lo si vede a Charkiv, seconda città per grandezza e popolazione, nonché grande distretto industriale. Quanto ci sia di propaganda non è dato saperlo, ma soffermandoci sui fatti non possiamo non notare che la città sta resistendo, mettendo quindi in crisi l’avanzata russa che a quest’ora, su questo versante avrebbe probabilmente raggiunto la città di Dnipro sul fiume Dnepr e avrebbe così incluso già tutta la parte orientale della nazione ucraina, o meglio la parte dell’Ucraina ad est del fiume Dnepr, ricongiungendosi con il fronte di sud-est.

Perché Mariupol è fondamentale

Fronte sud-est: è essenzialmente quello legato all’esercito dei separatisti, rifornito militarmente da Mosca. Essenzialmente di questo fronte si intuisce che i separatisti abbiano conquistato le zone ancora sotto controllo ucraino del Donbass e della regione di Lugansk e che l’obiettivo era ricongiungersi a nord con l’esercito impegnato sul fianco est (come scritto sopra) e a ovest sulla linea costiera con il fronte sud (che vedremo tra poco). Fonti britanniche ieri affermavano che i separatisti abbiano raggiunto almeno questo secondo obiettivo arrivando a circondare Mariupol dal versante est della città. Mariupol è la città più importante del sud-est ucraino ed è una città strategica. Città industriale e portuale, ha 500mila abitanti ed è sul Mar d’Azov, che attualmente è integralmente nelle mani del Cremlino e dove pare siano state affondate le ultime navi di Kiev. A Mariupol c’è di stanza il reggimento Azov (ex Battaglione) che sta combattendo e resistendo in condizioni assolutamente avverse. Pare infatti che siano state le linee elettriche ma che soprattutto non ci sia acqua corrente in città. La presa di Mariupol è tra gli obiettivi principali di Mosca in quanto come è facile osservare e come è stato riferito da tutti, collegherebbe la città di Rostov alla Crimea, di fatto tagliando tutto il sud est ucraino dall’affacciarsi sul Mar Nero (oltre che sul più piccolo Mar d’Azov). Mariupol, comunque resiste ancora.

La Crimea come mezzo e come obiettivo

Fronte del sud: è il fronte che sta portando maggiori risultati alla Russia. Innanzitutto l’appoggio strategico dalla Crimea è stato determinante. Crimea come mezzo e come obiettivo. Obiettivo innanzitutto consolidarne la paternità nazionale, in seconda battuta l’aspetto della rivendicazione storica, ma dal punto di vista strettamente pragmatico l’obiettivo era di ricongiungerla via terra ferma (e non solo con il ponte di Kerc) come abbiamo visto sopra. Il fronte sud ha potuto usufruire del supporto strategico della Marina oltre che della fanteria e di parte dell’aeronautica (come si scriveva ieri, grande assente di questa guerra). Dalla Crimea le direttive sono state subito due: una che puntava verso Cherson (quindi verso nord-ovest della Crimea) e l’altra che puntava verso nord e nord-ovest. Infatti dopo aver conquistato Nova Kachovka, Mosca ha diretto il proprio esercito contemporaneamente alla
stabilizzazione della riva sud del fiume Dnipro con la conquista di Enerhodar e allo stesso tempo con la presa di Melitopol e di Berdiansk con la chiave di accerchiare da est e dal mare la città di Mariupol (come abbiamo visto sopra).

Parola d’ordine russa: circondare Odessa

Nella giornata di ieri la Russia ha conquistato Cherson definitivamente. E’ facilmente intuibile che ci sarà un approccio verso ovest con la volontà di circondare la città di Odessa. Per fare ciò deve prima passare per la conquista di Mykolaiv e allo stesso tempo accerchiarla dalla parte ovest partendo quasi dal confine con la Romania e la Moldavia (dove è divenuto famoso il video dell’Isola dei Serpenti per capirci).

La difficoltà infatti della presa dal mare di Odessa è che pare che i
residenti abbiano minato completamente la spiaggia, impedendo così uno sbarco in stile Normandia, senza avere perdite enormi. Odessa è per i
russi ciò che per l’Italia è Firenze. Ma oltre al valore artistico e storico, guardando la cartina è facile capire i motivi strategici della conquista della città: evitare de facto l’accesso al mare all’Ucraina che a quel punto diventerebbe una “grande Ungheria” confinata – ammesso che i colloqui di pace avverranno nella considerazione della necessità di mantenere un’entità nazionale e spirituale – ad ovest dal fiume Dnepr, a nord dalla Bielorussia, a ovest da Polonia e Ungheria e a sud da Romania, Moldavia e, a quel punto, dalla Russia. Sempre che Putin non decida di procedere oltre, si intende…

Francesco Polacchi

 

 

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