Roma, 18 mar – Quanto dura la guerra in Ucraina? L’auspicio, ovviamente, è che entro pochi giorni le parti in causa possano trovare un accordo. Gli effetti sono già devastanti ed è tristemente superfluo rimarcarlo. Ieri il consigliere del presidente Zelensky, Mykhailo Podolyak, ha fatto sapere che a suo avviso entro dieci giorni è possibile un accordo di pace. Una previsione che al momento appare purtroppo ottimistica. C’è però una data chiave che si inizia a evocare per una ragione in apparenza meramente simbolica: il 9 maggio.

Guerra in Ucraina, perché il 9 maggio è una data chiave

Mancano poco meno di due mesi e se il conflitto dovesse prolungarsi così tanto non sarebbe un buon segno, le ricadute in termini di vite umane e di contraccolpi economici sarebbero pesantissime. E’ difficile però pensare che si vada oltre quel giorno perché il 9 maggio in Russia si festeggia la “Giornata della vittoria”, ovvero la vittoria sulla Germania nella seconda guerra mondiale. Quest’anno ricorre il 77esimo anniversario e tra gli analisti inizia a farsi largo l’idea che Vladimir Putin voglia festeggiarlo unendoci la “vittoria” in Ucraina. Improbabile, in ogni caso, che a Mosca l’annuale parata avvenga con una guerra in corso alle porte di casa. Sarebbe quantomeno un festeggiamento surreale.

Far rientrare le truppe russe entro la fine di aprile

Stando a quanto riportato dall’Adnkronos, al 9 maggio cominciano a guardare proprio dalle parti del Cremlino. L’agenzia cita fonti russe che avrebbero la ”ragionevole speranza” che Putin – il quale ieri ha celebrato l’ottavo anniversario dell’annessione della Crimea – sia intenzionato “a far rientrare le truppe entro la fine di aprile“. Un modo per chiudere il conflitto con tanto di festeggiamenti in piazza Rossa e pompare la classica retorica dei “successi degli eroici militari russi”. Altrimenti, “trovarsi il 9 maggio in piena guerra – spiegano le fonti russe – sarebbe un brutto colpo di immagine” per Putin, già considerato in difficoltà nell’avanzare in Ucraina. Insomma, riportare in patria i soldati entro il 9 maggio per il leader russo sarebbe fondamentale, proprio per rivendicare un evocativo successo – o un presunto successo – nell’operazione militare contro Kiev.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. Ipotesi plausibile ma nel frattempo, molto lungo (riprendo il concetto espresso da A.Scianca per il ’22/’23), nulla di nuovo? Maggio poi è da sempre un mese diabolico, di passaggio, per tutti!
    Speriamo nelle Pasque vere per chi vuol riprendere ancora un filo.

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