Roma, 7 mar – In Bielorussia è iniziato il terzo round dei negoziati tra Russia e Ucraina. E’ improbabile che da questi nuovi colloqui si arrivi davvero a una svolta, considerata la permanente distanza tra le parti. Mosca ribadisce di essere pronta a fermare le operazioni belliche, addirittura “in un attimo”, se il governo di Kiev accetterà le richieste russe. A ribadirlo è Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, in un’intervista telefonica rilasciata alla Reuters.

Terzo round di negoziati, le richieste russe

Quali sono allora le condizioni della Russia? Sempre le stesse, come sottolineato da Peskov. L’Ucraina dovrebbe: interrompere le azioni militari, inserire la neutralità nella propria Costituzione, riconoscere la Crimea come territorio russo e fornire garanzie sul riconoscimento delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk come Stati indipendenti. Tutte condizioni che al momento il governo ucraino considera del tutto inaccettabili. Come se non bastasse Kiev e Mosca non riescono a trovare un accordo neppure sui corridoi umanitari.

Michel: “Discutiamo di ingresso Ucraina nell’Ue”

Intanto, mentre la Russia ha inserito i 27 Paesi membri dell’Ue nella lista nera dei Paesi ostili per via delle sanzioni imposte a Mosca, si torna a evocare l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea. “Discuteremo della richiesta di adesione alla Ue dell’Ucraina nei prossimi giorni”, ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, in seguito a una telefonata con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “La solidarietà, l’amicizia e l’aiuto senza precedenti della Ue per l’Ucraina sono incrollabili”, ha poi specificato. Michel ha poi chiesto a Putin “di fermare immediatamente le ostilità e assicurare il passaggio umanitario sicuro e l’accesso agli aiuti”.

Nel colloquio telefonico con il presidente del Consiglio Europeo, il leader russo ha chiesto invece che “l’Unione Europea dia un contributo reale per salvare vite umane facendo pressioni affinché le autorità di Kiev rispettino la legge umanitaria“. Nella nota del Cremlino relativa a questa chiamata, si precisa poi che “Putin ha sottolineato che i militari russi stanno adottando tutte le misure per salvare la vita ai civili”. E che sarebbero “i nazionalisti ucraini” a mettere in pericolo la popolazione, poiché la stanno usando come scudi umani.

Borrell, appello alla Cina: “Eserciti sua influenza per cessate il fuoco”

Intanto l’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Josep Borrell, durante una conferenza stampa a Montpellier si è appellato alla Cina.
“Nel corso della riunione mi sono dovuto assentare per una conversazione con la Cina. Dal mio punto di vista la Cina non può fare da mediatrice perché la sua posizione è più vicina alla Russia ma è evidente che può esercitare la sua influenza e svolgere un ruolo per una soluzione diplomatica”, ha detto Borrell. “Ho chiesto alla Cina di esercitare la sua influenza” su Mosca per arrivare a un “cessate fuoco” in Ucraina, ha sottolineato Borrell.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. Provassero a mettere il traduttore per la lingua dei segni che in questi incontri manca del tutto.

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