Roma, 23 feb – Soldati e droni Usa da Sigonella, militari italiani già schierati nei Paesi Baltici. Dalla soluzione diplomatica per evitare strappi rischiosi con Mosca, all’accettazione supina delle sanzioni imposte da Washington e di fatto “controfirmate” dall’Ue. L’Italia non fa la voce grossa nemmeno in sede europea, evitando di ritagliarsi un ruolo da mediatore credibile e anzi, il governo specifica che i nostri soldati sono già sul campo in Lettonia, in Romania e nel Mediterraneo come deterrente alle ipotetiche mire russe.

Militari in Lettonia e sanzioni: il senso della deterrenza secondo Guerini

“La coesione che abbiamo dimostrato fino ad ora è necessario che si confermi sia a livello di Unione europea con il sistema delle sanzioni, che a livello Nato attraverso il mantenimento degli strumenti di deterrenza”, dice il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, intervistato oggi dal Corriere della Sera. “Strumenti a cui anche l’Italia contribuisce con le attività sul terreno dei nostri militari in Lettonia, con l’air policing in Romania, con la sorveglianza marittima nel Mediterraneo orientale e con le ulteriori misure di innalzamento della prontezza operativa che in queste settimane sono state implementate. Misure che, ancora una volta, vanno intese come lo stimolo a un vero confronto costruttivo. Proprio questo è il senso della deterrenza: esortare la Russia a non alimentare il conflitto e scegliere la via della diplomazia”, afferma Guerini.

C’è addirittura chi ha accusato l’Italia di essere stata eccessivamente cauta nei confronti di Putin, in particolare sulle sanzioni perché consapevole dei contraccolpi geopolitici ed energetici. Cosa che in realtà sarebbe sacrosanta visti i rischi che corriamo. “Non c’è nessuna esitazione da parte dell’Italia – spiega però Guerini – anzi vi è piena adesione alle scelte che tutti insieme a livello europeo stiamo contribuendo a realizzare. Certo, il tema dell’energia è un tema importante per i cittadini ed è giustamente considerato con la massima attenzione da noi e dai nostri partner, ma questo non rappresenta sicuramente un freno alla fermezza con cui dobbiamo affrontare questa crisi. Ciò detto, si impone una riflessione sul più ampio concetto di sovranità nazionale, che riguarda diversi settori strategici, tra cui quello dell’energia. Per questo, non a caso, alcune delle nostre missioni internazionali hanno come focus anche la sicurezza delle linee di approvvigionamento energetico”.

Droni e soldati americani: la base è l’Italia

Nel frattempo, proprio nei Paesi Baltici dove sono presenti anche i militati italiani, il presidente Usa Joe Biden ha optato per un “dispiegamento aggiuntivo” di truppe americane. Si tratta di un piano che prevede il trasferimento dall’Italia di 800 militari a stelle e strisce, come confermato dal Pentagono. Intanto dalla Sicilia, dalla base statunitense di Sigonella, decollano di continuo droni GlobalHawk. Sono in grado di restare in volo per 24 ore consecutive e osservano le truppe russe nel Donbass e ai confini con l’Ucraina. L’Italia, come accadde per la guerra nei Balcani, appare insomma come l’avamposto militare di Washington.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. L’Italia non ha né la forza politica, né la forza economica e tantomeno quella militare per fare la voce grossa. Sono passati i tempi di quando era una potenza mondiale!!!!!

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