Roma, 13 lug — «Ieri, qui, nell’Oblast di Donetsk abbiamo distrutto 30 carri armati russi», spiega Daniel, 28 anni: assieme a tanti altri colleghi fa parte del Battaglione Unicorni, gruppo speciale — non ufficiale — delle forze ucraine in campo contro l’invasione russa e costituito interamente da persone omosessuali. «Ovviamente non è un reparto ufficiale dell’esercito. Ma con altri colleghi abbiamo deciso di unirci e di far sentire la nostra voce sui social network», spiegano Daniel e altri colleghi al Corriere.

Chi fa parte del Battaglione Unicorni

L’unicorno, simbolo che richiama all’immaginario Lgbt, ce l’hanno pure cucito sulla divisa: «Il nostro modello di società è inclusivo, certo è un’utopia pensare di essere tutti considerati uguali. Ci sono ancora delle resistenze ma, di base, in Ucraina le persone Lgbt non sono più discriminate come avveniva solo dieci anni fa. E di sicuro viviamo in paradiso rispetto alla Russia di Putin», fa sapere Daniel, paramedico dell’esercito dal 2015 al 2018, e richiamato in servizio dopo il 24 febbraio. Questa volta, assieme a tanti commilitoni, ha deciso di venire allo scoperto. «Sono gay e ho un compagno che è anche lui militare, in marina, che ora si trova negli Stati Uniti per l’addestramento. Non vedo l’ora di riabbracciarlo».

Gli fa eco Alexander, 23 anni, carrista di Kiev, in servizio come ufficiale medico nelle prime linee di Kharkiv. «A marzo sono stato a Irpin, ho visto un’intera famiglia uccisa davanti ai miei occhi senza che potessi fare nulla per loro». Anche lui è gay, anche lui ha optato per il coming out unendosi al Battaglione Unicorni. «Penso che ci sia un gran cambiamento in atto. Soprattutto da quando combattiamo contro il regime di Putin che è omofobico per eccellenza, c’è molta più tolleranza nei nostri confronti», racconta. «Non capisco perché io debba nascondermi, tanto più che il mio orientamento sessuale non rappresenta una colpa e faccio il mio lavoro esattamente come gli altri». C’è posto anche per le donne: Yania, 26 anni. «Non è facile per le donne, nei nostri confronti ci sono ancora più pregiudizi, tanto più nell’esercito. Ma non mi vergogno assolutamente di quello che sono».

Legalizzare i matrimoni gay in Ucraina?

La spinta all’uscire allo scoperto e formare il Battaglione Unicorni arriva dopo il risultato della raccolta di firme per la legalizzazione dei matrimoni gay presentata al presidente Zelensky. «Abbiamo raggiunto più di 28 mila adesioni, il che significa che il presidente ora ha 10 giorni per risponderci. E siamo sicuri che qualcosa inizierà a muoversi», spiegano.
Secondo un sondaggio condotto dall’istituto internazionale di sociologia di Kiev a maggio, negli ultimi sei anni il numero di persone contrari all’esistenza della comunità Lgbt è sceso dal 60,4% al 38,2.

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Aldo Milesi

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2 Commenti

  1. La guerra è il risultato di una patologia da curare, ma per sanare è necessaria la natura… non sempre generosa.

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