Roma, 13 lug – La triste novità è che Mario Draghi prova a imitare Silvio Berlusconi e racconta una barzelletta in pubblico, come riportato anche da Open. Sulla qualità della stessa, si potrebbe discutere.

Draghi come Berlusconi, ma non fa ridere

“La conoscete la storia del trapianto di cuore? Vengono proposti due cuori a un paziente, uno di un giovane di 25 anni in splendide condizioni fisiche, l’altro è di un banchiere di 86 anni. Il paziente sceglie il secondo, perché mai? Chiedono i medici: perché non è mai stato usato, risponde il paziente”. La barzelletta, raccontata durante la cena organizzata dall’Associazione Stampa Estera a Villa Aurelia, può far ridere o meno, per carità. A noi non è che susciti chissà quale ilarità. Anzi, sembra quasi “sfottere” il mondo al di fuori delle èlite bancarie e finaziarie. Qualcuno la può recepire come “autoironia”, qualcun altro come un penoso tentativo di rendersi simpatici. A ciascuno il suo, insomma.

Un tentativo di rendersi perfino simpatico?

Berlusconi, con tutti i suoi difetti, simpatico lo era davvero (tranne ai sinistri irrecuperabili discepoli del Pd e del Feudo in generale). Come del resto lo sono anche altri protagonisti della politica italiana, a prescindere dai giudizi di valore. Mario Draghi, però, proprio no. No alla simpatia, intendiamo, anche se pure sulla competenza politica non c’è molto – per non dire nulla o quasi – da salvare. Il retrogusto dell’operazione mediatica c’è. D’altronde, serve anche quello per ingraziare i sudditi. Diciamo che Silvio, tra bunga bunga, santità e onnipotenze autoproclamate, un sorriso riusciva a strapparlo. L’epoca differente, forse, non favorisce il tentativo di far ridere del cosiddetto – stampa mainstream docet – “Supermario”.

Stelio Fergola

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta