Roma, 13 feb –  Yuri Ushakov, consigliere di Vladimir Putin per la politica estera, l’ha definita “equilibrata e professionale”, ma la conversazione telefonica tra Joe Biden e il presidente russo non ha prodotto alcuna sostanziale svolta. Nessuna particolare novità sul fronte della diplomazia. Tutto resta com’è, ovvero sull’orlo del precipizio di una guerra che nessuno vorrebbe.

Ucraina, stallo diplomatico: cosa dicono gli Usa

La Casa Bianca dice che “se la Russia invaderà l’Ucraina, gli Stati Uniti e i nostri alleati imporranno rapidi e pesanti costi alla Russia. Il presidente Biden ha quindi esortato Putin nella risoluzione dell’escalation e nella diplomazia”.

Mentre per Antony Blinken “nessuno dovrebbe sorprendersi se la Russia istigasse una provocazione o un incidente e lo utilizzasse per giustificare un’azione militare già pianificata da tempo“, ha detto il segretario di Stato Usa subito dopo un incontro trilaterale a Honolulu con i suo omologhi di Giappone e Corea del Sud. Eppure, sempre secondo Blinken, “Mosca ha un modo semplice per dimostrare che vuole seguire questa strada. Dovrebbe preferire la de-escalation all’escalation e dovrebbe non solo parlare della ricerca di una via d’uscita diplomatica ma lavorarvi in concreto”.

Cosa dice la Russia

La risposta di Mosca non si è fatta attendere. La Russia vuole il dialogo ma “non si può costringere qualcuno a essere gentile” , ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov all’agenzia Ria Novosti. “La Russia cerca la cooperazione con tutti. Siamo interessati alla cooperazione con i nostri partner europei. Siamo interessati alla cooperazione con gli Stati Uniti, sia nel commercio che nell’economia, negli investimenti e nelle questioni di sicurezza. Ma non si può obbligare qualcuno a essere gentile. Quindi è ovvio, la Russia cercherà opportunità per espandere la cooperazione dove vede condizioni di reciprocità”, ha affermato il portavoce di Putin riferendosi chiaramente a un ulteriore passo di Mosca verso la collaborazione con Pechino.

Poi il Cremlino ha parlato di “isteria americana al suo apogeo”, specificando che “gli americani stanno ingrossando in modo artificioso l’isteria sulla cosiddetta invasione russa pianificata, nominando persino le date di questa invasione, e parallelamente, insieme agli alleati, stanno pompando i muscoli militari dell’Ucraina”. E’ auspicabile che il Cremlino sia sincero e abbia delineato correttamente la situazione attuale. A ben vedere una guerra annunciata da oltre un mese – con date esatte indicate da chi la teme e smentite da chi dovrebbe innescarla – sarebbe quantomeno insolita. Troppo prevedibile e poco conveniente per tutte le parti in causa.

Cosa può succedere davvero

E’ dunque sempre molto probabile, come spiegato ieri su questo giornale, che si arrivi a questo nei prossimi giorni: l’incorporazione delle due Repubbliche separatiste Donetsk  e Lugansk, a netta maggioranza russa – come avvenuto con la Crimea – e la conseguente reazione sul piano strettamente economico da parte degli Stati Uniti. Ma niente “guerra mondiale” come evocato da Biden. Perché alla Russia serve mettere il punto sui territori già de facto controllati e che ritiene storicamente russi, agli Stati Uniti è utilissimo rafforzare le sanzioni a Mosca per spingere l’Europa verso l’energia d’oltreoceano.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. Seguo con attenzione ed interesse le vicende, ho un giudizio in merito da sempiterno militante alla ricerca e alla affermazione dei fatti verità e quindi mi domando e dico: quanto incide in Ucraina la presenza pesante e attiva di oligarchi, satrapi, “merde” contrastati a fatica dalla nuova “mafia” occidentale finanziaria? Suggerisco di partire anche da questo per posizionarsi oltre.

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