Roma, 9 mag – L’Ucraina entrerà nell’Unione europea? Verrà deciso a giugno. E’ quanto fatto sapere oggi dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, durante una videochiamata con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Nella giornata dell’Europa – ha scritto su Twitter la von der Leyen – abbiamo parlato del supporto dell’Ue al percorso europeo dell’Ucraina. Non vediamo l’ora di ricevere le risposte al questionario per la candidatura a membro dell’Ue. La Commissione punta a dare il suo parere a giugno“.

Ucraina nell’Ue a giugno? Non proprio

Tecnicamente, anche se la Commissione dovesse dare parere favorevole – ed è molto probabile che lo dia – non significa che l’Ucraina entrerà immediatamente nell’Unione europea. Si tratterebbe semmai di sostenere la concessione a Kiev dello status di Paese candidato a far parte dell’Ue. Non è poi una vera e propria novità quanto annunciato oggi dalla von der Leyen, perché al riguardo esattamente un mese fa la Commissione europea annunciò che avrebbe presentato una proposta agli Stati membri dell’Ue. “Credo che gli Stati membri presenteranno la loro proposta a giugno e che l’Ucraina soddisferà i criteri di Copenaghen”, dichiarò il 10 aprile scorso l’ambasciatore dell’Ue a Kiev, Matti Massikas.

Un processo complicato

“Allo stato attuale, non ha senso speculare su questa valutazione Ha ancora meno senso speculare su quale sia la raccomandazione della Commissione agli Stati membri, ovvero se l’Ucraina possa diventare o meno un Paese candidato”, disse il diplomatico estone. “Né posso prevedere cosa diranno gli Stati membri sulla proposta della Commissione. Tutte le questioni relative all’allargamento richiedono l’unanimità”, precisò Maasikas. Per poi specificare: “Nessuna delle fasi dell’allargamento è facile o probabilmente rapida” perché il mercato interno e le sue esigenze costituiscono la parte del leone della legislazione dell’Unione europea”.

E “se non si soddisfano i requisiti del mercato interno, l’intero mercato interno non funzionerà facilmente. Nemmeno io riesco a immaginare una cosa del genere: concedere lo status di candidato domani e poi vederli nell’Unione fra un anno”, disse ancora l’ambasciatore. La strada per l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue, al di là delle dichiarazioni pubbliche, è insomma disseminata di ostacoli. A partire dall’unanimità prevista per l’ingresso di un’altra nazione.

Alessandro Della Guglia

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