Roma, 16 feb – Ursula von der Leyen afferma che l’Unione europea è ora in grado di fare a meno del gas naturale russo. Come è possibile? Perché può contare su quello liquefatto, con oltre 120 navi che lo trasportano arrivate a gennaio e oltre 200 in arrivo. Di conseguenza l’Europa è ora “al sicuro”, nel caso in cui la Russia dovesse bloccare le forniture. E’ quanto reso noto dal presidente della Commissione Ue, intervenuto al Parlamento europeo di Strasburgo.

Ursula von der Leyen e “l’indipendenza dal gas russo”

“Abbiamo esaminato tutte le possibili perturbazioni se la Russia sceglie di usare l’energia come leva di pressione e posso dire che per questo inverno siamo al sicuro”, ha dichiarato von der Leyen. “Con gli Stati membri abbiamo messo a punto misure di emergenze che possiamo mettere in campo se si arriva a una crisi totale: oltre 200 navi di Gnl sono in arrivo in Europa”, ha precisato. “Ma dobbiamo anche investire per liberarci dalla dipendenza dalla Russia per il gas“. La stessa von der Leyen aveva detto poco prima che per quanto riguarda il gas liquefatto “abbiamo parlato con altri fornitori affidabili di gas”. Qualche esempio? Stati Uniti, Qatar, Egitto, Azerbaigian, Nigeria.

Cinque riflessioni 

Le parole del presidente della Commissione europea ci portano allora a cinque riflessioni d’uopo.

La prima: l’Ue non è ancora al sicuro, perché come poi precisato dalla stessa von der Leyen “il 24% di tutta l’energia nell’Ue è dal gas naturale, di cui il 90% è importato. Di questo 90%, il 40% arriva da Gazprom, il fornitore russo di gas”. Leggi anche: Ma quale gas americano, la guerra in Ucraina sarebbe una catastrofe per l’Italia. Ma se anche fossimo davvero al sicuro, non acquistare più gas dalla Russia comporterebbe il serio rischio di esacerbare le tensioni con Mosca. E’ da escludere infatti che il Cremlino resti a guardare come se nulla fosse, accettando di buon grado di essere estromesso dalla partita energetica.

La seconda: non si capisce perché il principale fornitore di gas, la Russia, dovrebbe bloccare le forniture di punto in bianco.

La terza: definire tutti affidabili i partner sopra menzionati è quantomeno azzardato, soprattutto se ragioniamo a lungo termine e non ci limitiamo alle estemporanee consegne attuali.

La quarta: l’obiettivo degli Stati Uniti, nel tenere alta la tensione in Ucraina, è in qualche modo svelato dalla von der Leyen. Di fatto l’Ue si sta progressivamente smarcando da Mosca, rivolgendosi da subito a Washington. Si resta dipendenti sul piano energetico, acquistando però da altro fornitore.

La quinta: il presidente della Commissione europea non ha reso noto quanto pagheremmo le forniture di Gnl, ovvero se sono maggiormente convenienti rispetto a quelle garantite sinora dalla Russia. Cui prodest, dunque?

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. Questa ha avuto uno scandalo di centinaia di milioni di euro spesi in consulenze poco chiare quando era ministro della difesa tedesca.Arrivata in europa, ha cancellato ogni telefonata fatta con il capo della Pfizer per accordarsi sui miliardi di euro da dare alle compagnie private per prodotti tossici genici sperimentali, cosa praticamente illegale dato che erano atti che dovevano essere pubblici.E’ quello che offrono le oligarchie occulte dietro ad un europa che ha demolito Grecia ed Italia in cui si ha una BCE privata e una commissione non eletta dai parlamentari europei ma tramite procedimenti poco chiari

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