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Roma, 4 giu – Una denuncia presentata alla Corte penale internazionale dell’Aia chiede che l’Ue e in particolar modo gli Stati membri principali attori della gestione della crisi migratoria (Italia, Germania e Francia), vengano perseguiti legalmente perché ritenuti responsabili della morte di migliaia di immigrati annegati nel Mediterraneo. I due autori principali della denuncia, un documento di 245 pagine, sono Juan Branco e l’avvocato israeliano Omer Shatz. Come riferisce in uno status su Facebook Francesca Totolo, “Omer Shatz è nel team legale di Glan – Global Legal Action Network, parte di ‘Advocates for International Development’ e finanziata da SorosGlan aveva già provato a denunciare l’Italia alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per la morte di 5 migranti del 6 novembre 2017, causata però dall’incursione senza autorizzazione di Sea-Watch, come documentato dal report di European Naval Force Mediterranean – Eunavfor Med Operation Sophia. Il cerchio si chiude sempre”.

Crimini contro l’umanità

L’accusa è di “crimini contro l’umanità” ed è stata costruita sull’ipotesi che i governi abbiano volontariamente creato la “rotta migratoria più mortale del mondo“, la quale ha portato alla morte di oltre 12mila persone. Nel documento non sono citate responsabilità individuali, specifiche di ogni singolo politico , ma vengono riportati i commenti dei leader politici tra cui Angela Merkel e Emmanuel Macron.

Plauso di Open arms

La notizia è stata accolta positivamente dal comandante e capomissione della Open arms Riccardo Gatti, che all’Adnkronos dichiara: “Appena ho letto la notizia ho pensato: finalmente qualcosa si muove” definendo l’accusa mossa come “qualcosa di dovuto”. E prosegue: “Sono anni che denunciamo che quel che accade nel Mediterraneo. La guerra contro le Ong è fatta per togliere testimoni scomodi di una realtà tremenda. L’Ue, pur sapendo ciò che succede in Libia, continua  a far finta di nulla” continua riferendosi ai centri di detenzione governativi libici – per le Ong, dei veri e propri lager in cui verrebbe perpetrato ogni sorta di crimine contro l’umanità. “Chi dice che le persone possono essere rimandate indietro è in malafede. Speriamo – conclude – che si prenda finalmente coscienza che qualcuno paghi per quello che sta succedendo: i crimini commessi nei confronti dei migranti non possono rimanere impuniti”.

La replica Ue

Ed è arrivata subito anche la secca la replica di un portavoce della Commissione europea “Tutte le nostre azioni si basano sul diritto europeo e internazionale. La nostra priorità è sempre stata e continuerà ad essere quella di proteggere le vite e garantire una dignità per le persone sulle rotte migratorie. Il bilancio dell’Unione Europea nel salvare vite nel Mediterraneo parla da solo. Salvare vite umane è la priorità”.

Cristina Gauri

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