Il Primato Nazionale mensile in edicola

Grecia bandiere partenoneBruxelles, 12 lug – La sensazione è che ormai si sia agli sgoccioli. Mancano poche ore al vertice dei capi di Stato e di governo, convocato stasera per tentare di trovare la quadratura finale del cerchio attorno alla Grecia.
La proposta di Tsipras ai creditori internazionali è sul tavolo, già approvata dall’Unione Europa e dal parlamento greco. C’è già un però: in patria, il leader di Syriza ha perso la maggioranza. L’approvazione è arrivata infatti solo grazie ai voti dell’opposizione, i quali non è scontato arrivino anche nel momento in cui ci sarà da decidere sulle misure in attuazione del piano.
Restano ora da convincere i partner europei. L’Eurogruppo convocato ieri e protrattosi fino a tarda notte ha evidenziato le spaccature in seno ai membri dell’Unione. E’ mancata una dichiarazione finale comune, lasciando l’ultima parola al vertice odierno. La riunione dei ministri dell’Economia e delle finanze ha comunque raggiunto una sorta di compromesso: a breve verrà stilato un elenco di riforme che la Grecia dovrà attuare nel giro di poco tempo, come garanzia richiesta dai creditori internazionali e via libera alle misure di sostegno. Detta in altre parole: alcuni paesi della zona euro, pur apprezzandole, non si fidano delle proposte presentate da Tsipras. La tanto decantata solidarietà europea? Non pervenuta.
L’oggetto del contendere, tuttavia, non sono solo le riforme interne, ma anche il nodo del debito. Per come è strutturato adesso, l’esposizione greca è del tutto insostenibile. Il Fondo monetario spinge per un riscadenzamento dei titoli a 30 anni fino a 60, proposta bocciata dalla Germania che apre però ad un allungamento delle scadenze ma non così a lungo termine.
Intanto, nel corso della riunione sono emerse indiscrezioni secondo cui il ministro tedesco Schaeuble starebbe pensando ad una Grexit a tempo. Cinque anni fuori dall’euro per ristrutturare il debito in maniera autonoma senza incidere sulla moneta unica, nella quale verrebbe poi riammessa successivamente. Ipotesi della quale non si è comunque discusso all’Eurogruppo di ieri. La domanda è: una volta fuori dalla zona euro, la Grecia sarebbe poi davvero così ansiosa di rientravi?
Filippo Burla



La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta