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Il Cairo, 26 mag. – È di almeno 23 morti e altrettanti feriti il bilancio provvisorio di un attentato contro un autobus che trasportava cristiani copti a Menyah, a 220 chilometri a sud del Cairo. Un gruppo di terroristi armati ha preso d’assalto il bus diretto al monastero di padre Samuel, nel governatorato dell’Alto Egitto. Un commando composto da una decina di uomini in divise militari ha bloccato il bus, è salito a bordo e ha iniziato a sparare mentre uno di loro filmava il massacro.

Ancora nessuno ha rivendicato l’attentato. Da tempo però i copti in Egitto sono nel mirino del fondamentalismo di matrice islamista. Nel giorno della Domenica delle Palme, lo scorso 9 aprile, le chiese di Tanta e Alessandria sono state teatro di un massacro che ha ucciso 48 persone. E dopo quella strage i cristiani copti chiedono al presidente Al Sisi di fare di più per proteggerli. 

La persecuzione dei copti in Egitto, che rappresentano il 10% della popolazione, è una storia che viene da lontano. Da quando, nel luglio del 2013 l’Egitto ha visto il golpe militare che ha destituito il presidente Mohamed Morsi e con lui il governo dei Fratelli Musulmani, una serie di attentati ha sconvolto il Paese. E a farne le spese sono stati moltissimi cristiani copti, perché ritenuti responsabili di aver cospirato per far cadere l’allora presidente Morsi. Da allora sono stati almeno una quarantina gli attacchi registrati contro la minoranza copta, tra cui molti di violenza inaudita. Soprusi e violenze comuni contro la popolazione sono all’ordine del giorno, tanto che dalla regione del Sinai, dove vive una buona concentrazione di cristiani, i copti se ne stanno andando. Prima dell’Isis anche alQaeda li prese di mira: la notte di capodanno del 2011 un’autobomba esplose mentre stava terminando una messa e uccise anche in quell’occasione 29 persone.

Qualche mese prima della strage della domenica delle Palme, l’11 dicembre 2016, la cattedrale di San Marco in Abassiya al Cairo, sede del patriarcato copto, è stata sconvolta da una bomba esplosa nella chiesa di San Pietro e San Paolo adiacente alla cattedrale e 29 persone, tutti cristiani, sono morte. In un video diffuso un paio di mesi fa i jihadisti affiliati allo Stato islamico hanno dichiarato che l’attentato di dicembre era solo l’inizio della persecuzione contro i copti.

 

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