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Nel mondo fatato dell’Unione europea, succede che Ursula von der Leyen annunci che, entro giugno, entrerà in vigore il passaporto vaccinale. E succede che, al tempo stesso, il vaccino… non ci sia! Non è uno scherzo, ma la grottesca (e irritante) realtà. Di fronte a questo evidente fallimento, la presidente della Commissione Ue ha espresso più volte tutto il suo imbarazzo. Del resto, il buco era troppo grosso per coprirlo con la proverbiale pezza. Ma, come è ormai consuetudine dalle parti di Bruxelles, si è deciso di rispondere al flop rilanciando ulteriormente la posta: «L’Europa è determinata a rafforzare la propria capacità di produrre vaccini», ha detto Ursula con cipiglio tipicamente teutonico, e senza il benché minimo senso del ridicolo.



Il fallimento dell’Unione europea sui vaccini

Intendiamoci: il 75 per cento dei vaccini anti-Covid del mondo viene prodotto proprio sul territorio dell’Unione europea. Solo che le aziende produttrici non sono europee. È il mercato, bellezza. O meglio: è l’effetto di trent’anni di politiche finalizzate al contenimento della spesa pubblica e all’assassinio della programmazione economica da parte dello Stato. Risultato: americani, britannici, russi, cinesi ecc. producono i vaccini nei paradisi fiscali Ue, mentre noi restiamo al palo. L’unica azienda europea presente nella lista è la tedesca BioNTech, che però, com’è noto, segue le leggi del mercato. E americani e britannici pagano meglio. Fine della storia.

Black Brain

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di aprile 2021

Di fronte alla condotta delle «cattivissime» case farmaceutiche, gli europeisti hanno risposto parlando l’unica lingua che conoscono, quella del diritto: le aziende in questione non hanno rispettato i contratti. Fuffa. La (geo)politica dei vaccini non si gestisce in punta di diritto. Si risolve esercitando la potenza. D’altra parte, ne va della vita delle persone. E, in questi casi, ogni Stato è pronto a usare anche la forza, se le circostanze lo richiedono. C’è solo un problema: l’Unione europea non conta nulla. E questo le case farmaceutiche lo sanno benissimo. Facciamo un esempio: se l’azienda X avesse prodotto il vaccino in Minnesota e…

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