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Roma, 27 ago – “Con uno come Biden non sarete mai sicuri, è il cavallo di Troia della sinistra radicale”. Così Mike Pence, intervenendo alla convention repubblicana da Fort McHenry, ha attaccato duramente il rivale del tycoon alle presidenziali Usa. Se dunque Melania Trump ha evitato esplicitamente di puntare il dito contro gli avversari del marito, il vicepresidente americano non ci ha pensato due volte. D’altronde la campagna elettorale dei democratici è tutta incentrata sulle accuse a Trump, che di certo non ci ha abituato a repliche blande o a lasciar correre.

Una scelta simbolica

Non stupisce allora il j’accuse di Pence: “La scelta in queste elezioni non è mai stata più chiara e la posta in gioco non è mai stata così alta. La scorsa settimana, Joe Biden ha detto che la democrazia è al voto. La verità è che la nostra ripresa economica è al voto“. Pence, come ampiamente prevedibile, ha accettato la nomination a candidato vicepresidente, non abdicando alla ferrea difesa della linea adottata da Trump. La decisione di Pence di parlare da Fort McHenry non è poi casuale, si tratta della fortezza di Baltimora da dove nel 1814 gli americani difesero il porto nella guerra contro gli inglesi. Una vicenda storica che ispirò Francis Scott Key a scrivere The Star-Spangled Banner, poi divenuta l’inno nazionale degli Stati Uniti.

Le carte repubblicane

Le carte che si stanno giocando adesso i repubblicani sono insomma chiare: legge, ordine, America First e sviluppo economico, tutto il resto viene dopo. “Le violenze devono finire”, ha dichiarato Pence riferendosi chiaramente alle continue manifestazioni Black lives matter, “noi non toglieremo mai i fondi alla polizia“. Secondo il braccio destro di The Donald “la scelta di queste elezioni è se l’America rimane America” o “se vogliamo vivere in un Paese che si trasforma in qualcosa di completamente diverso”. I repubblicani sanno però che non bastano le classiche parole d’ordine per vincere la guerra elettorale, stavolta non possono contare neppure sull’effetto sorpresa di un tycoon borderline. Così provano a convincere anche chi apparentemente rientra nel bacino democratico.

Trump “al femminile”

Prova ne è il discorso pronunciato da Kellyanne Conway, consigliera di Trump. “Per decenni il presidente Trump ha elevato donne a posizioni apicali nelle aziende e nel governo. Si confida e ci consulta, rispetta le nostre opinioni e insiste che dobbiamo essere sullo stesso piano degli uomini”. Un Trump quasi femminista insomma. Ma non è neppure un caso che ad aprire la serata sia stata un’altra donna, Kristi Noem, governatrice del South Dakota. “I principi fondanti dell’America sono sotto attacco”, ha dichiarato. “Ci sono voluti 244 anni per costruire il nostro grande Paese, ma ora rischiamo di perdere in poco tempo tutto se prenderemo la strada indicata dai democratici e dai loro sostenitori più radicali“. Ergo, sulla carta, la sfida è questa: tonante “law & order” contro carezze ai Blm.

Eugenio Palazzini

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